Popolazione in crescita, ma boom di decessi nel 2015

386.663 i residenti nel nostro Comune nel 2015, anno che ha visto un sensibile aumento di decessi, sulle cui case sarà necessario indagare. Ecco le tendenze demografiche diffuse dall'ufficio comunale di Statistica

Popolazione in crescita nel comune di Bologna, dove al 31 dicembre 2015 si contavano 386.663 abitanti (+0,1% in un anno - questi i dati del 2014 - pari a quasi 500 persone in più). Il dato conferma la tendenza di fondo che negli ultimi anni ha visto la popolazione felsinea in lieve, ma costante crescita (dal 2005 quasi 13.000 residenti in più, +1.175 in media ogni anno). Così secondo i dati diffusi dall'ufficio comunale di Statistica, che evidenzia un boom di decessi, sulle cui cause sarà necessario indagare.

L’età media dei bolognesi è pari a 47 anni. I "grandi" anziani - 80 anni e oltre - rappresentano il 9,2% della popolazione; di questi 227 hanno già superato il secolo di vita e la più anziana in città è una signora di ben 108 anni.

DECESSI IN SENSIBILE AUMENTO. Oltre 5.000 decessi nel 2015. Dopo anni di progressiva diminuzione, il 2015 ha fatto registrare un significativo aumento della mortalità, con 5.051 decessi, pari al +10,9% rispetto all’anno precedente (in valore assoluto circa 500 morti in più). Lo scorso anno sono decedute in media ogni mese 421 persone, un dato superiore a quello registrato nel triennio 2012-2014 (388 decessi medi mensili). Gli incrementi più rilevanti sono avvenuti nel trimestre da gennaio a marzo (+104 morti rispetto alla media del triennio 2012-2014) e in quello estivo da luglio a settembre (+109); aumenti significativi ma un po’ meno accentuati (intorno alle 90 unità) si sono registrati negli altri due trimestri. Analizzando la mortalità per sesso si rileva che le donne, a differenza dei maschi, hanno registrato aumenti in doppia cifra durante quasi tutto l’arco dell’anno.

Questo aumento, "sulle cui cause sarà necessario indagare non appena saranno disponibili tutti i dati definitivi del 2015 relativi anche alle cause di morte" - si legge nel report dell'ufficio comunale - trova conferma anche a livello nazionale". E a proposito dell'aumento della mortalità in Italia, l'ISTAT aveva voluto fare chiarezza, spiegando in una nota che "soltanto dalla fine del primo trimestre del 2016, allorché saranno disponibili i dati provvisori relativi a tutto il 2015 distinti per età, sarà possibile fornire ulteriori e più approfondite analisi". Perchè "a fronte di un aumento del numero di morti non vi sono - aggiunge l'Istat - elementi nuovi sulle probabilità di morte o di sopravvivenza né tantomeno elementi per suffragare altre ipotesi sulle cause della recente crescita dei decessi nel nostro Paese". 

DECESSI 2015-2

NASCITE. Nel 2015 sono nati 3.214 bambini, 82 in meno (-2,5%) rispetto al 2014, anno record in cui è avvenuto un numero di nascite che non si era più raggiunto dal 1977.  La natalità rimane quindi sui valori di fine anni ’70, relativamente elevati per la nostra città, con un tasso di fecondità che si attesta a 38,7 nati per 1.000 donne in età feconda.
Si conferma elevata la quota dei nati da coppie di nazionalità straniera (914; oltre un quarto dei neonati), cui si aggiungono 303 nati da coppie miste (un genitore italiano e uno straniero).

QUARTIERI PIù E MENO POPOLATI. L’86,3% della popolazione vive nelle zone periferiche di Bologna, mentre quasi 1 bolognese su 7 risiede nel centro storico. Il quartiere più popolato è Navile con 68.165 residenti, seguito da Savena (59.489) e Santo Stefano (49.941), mentre il minor numero di abitanti si registra nella circoscrizione Borgo Panigale dove risiedono 26.114 persone.

IMMIGRAZIONE. Il saldo migratorio, seppure in evidente flessione, si mantiene ampiamente positivo e supera il valore strutturalmente negativo del saldo naturale (nati-morti). In particolare nel 2015  il saldo migratorio è ancora positivo per oltre 2.300 unità, ma inferiore di oltre 900 persone rispetto al 2014; il saldo naturale risulta ampiamente negativo (-1.837) e peggiora a causa di un sensibile aumento dei decessi, nonostante le nascite si mantengano su livelli elevati per la nostra città.

grafico migranti-2

FAMIGLIE. Quasi invariato il numero delle famiglie: al 31 dicembre 2015 erano 205.199, ovvero 321 nuclei meno dell’anno precedente
Tuttavia le risultanze anagrafiche tendono talvolta a mascherare l’effettiva situazione familiare, in particolare per quei segmenti della popolazione in cui la presenza di famiglie unipersonali e di coabitazioni, anche fittizie, può risultare significativa.  
Per questo motivo si farà riferimento in questa sede non solo alla famiglia anagrafica, ma anche al “ménage”, vale a dire all’insieme delle persone che condividono la stessa abitazione e che appartengono a una sola famiglia o a più famiglie coabitanti.
I ménages al 31 dicembre 2015 erano poco più di 183.300, quasi 21.900 in meno (-10,7%) rispetto al dato delle famiglie anagrafiche. La presenza di numerose coabitazioni fra diverse famiglie anagrafiche ha come conseguenza che, a fronte di una dimensione media familiare anagrafica pari a 1,87 componenti, l’effettivo numero medio di persone che vivono nello stesso alloggio risulta più elevato (2,09).
Tra le famiglie anagrafiche, i nuclei unipersonali sono di gran lunga i più numerosi (104.917), cioè oltre la metà delle famiglie bolognesi (51,1%). Spesso però si verificano situazioni in cui più famiglie anagrafiche condividono l’alloggio con altre; se si analizzano infatti i ménages, che forniscono un’immagine più vicina alla realtà, la prevalenza dei “single” risulta assai meno accentuata.

FAMIGLIE-3MATRIMONI. Nel 2015 sono stati celebrati 1.003 matrimoni, 49 in più rispetto all’anno precedente con un aumento del +5,1%; dopo una progressiva riduzione della nuzialità che ha interessato a lungo Bologna, prosegue l’andamento altalenante che ha caratterizzato gli anni più recenti (dal 2010 in poi).
Le unioni celebrate in municipio sono state 758 (71 in più rispetto al 2014), mentre risultano in calo quelle religiose (complessivamente 245, 22 in meno dell’anno precedente).
Oltre i tre quarti dei matrimoni sono stati celebrati con rito civile (75,6%), accentuando una tendenza già rilevata a partire dal 2001. Influisce sulla scelta del municipio la significativa incidenza di sposi che optano necessariamente per il rito civile, avendo alle spalle un matrimonio ormai concluso, ed anche di unioni che riguardano uno o entrambi gli sposi stranieri, spesso di religione non cattolica.


 

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