Aggressione in carcere tra detenuti, gli agenti: 'Servono contromisure, rischio emulazione'

Un episodio che ha visto vittime due fratelli ad opera di un gruppo di altri detenuti

Due aggressioni in piena regola, perpetrate davanti agli agenti penitenziari. E' quello che è accaduto qualche giorno fa all'interno del carcere della Dozza: vittime due detenuti di origine marocchina, fratelli, ad opera di un gruppo di altri ristretti, di origine albanese. Le aggressioni sarebbero state perpetrate in due momenti diversi, ma entrambe condotte davanti ai poliziotti della Penitenziaria, che si sono frapposti per evitare conseguenze più gravi agli aggrediti. Non è la prima volta che succede, e il sindacato Fp-Cgil è preoccupato.

"La appartenenza ad organismi dello Stato non sembra di per sé costituire un argine efficace" ai comportamenti di alcuni soggetti, peraltro già noti per fatti del genere, recita una nota del sindacato. Nella stessa missiva si chiede quindi alla direzione del carcere di "intervenire tempestivamente" per evitare che "la situazione possa sfuggire di mano e allargarsi all'intero reparto penale", dando cioè applicazione all'art.32 dell'ordinamento penitenziario, che prevede tra le altre cose l'obbligo di risarcimento del danno in caso di danneggiamento delle cose altrui.

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