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2 agosto, poesie e palloncini per bimbi uccisi dalla bomba in stazione\VIDEO

Per la prima volta presente Horst Mader che perse moglie e due figli

 

Una schiera di bambini con palloncini bianchi in mano per ricordare le sette piccole vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Come ogni anno, a villa Torchi, a Corticella, va in scena quello che il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, definisce il "prologo", che dà il via alle celebrazioni del giorno seguente, in cui vengono ricordati i bambini scomparsi nella strage.

Alla presenza dello stesso Bolognesi, del sindaco Virginio Merola, dell'arcivescovo Matteo Zuppi, del presidente di Quartiere Daniele Ara e dei consiglieri regionali del Pd Stefano Caliandro e Antonio Mumolo, a turno, i piccoli hanno letto una poesia in ricordo dei loro coetanei. Questa volta, pero', niente lancio di palloncini in aria: troppo inquinante disperderli in aria, annunciano dal palco, in linea con le svolte "green" di questo periodo.

Poco male, perché la cerimonia ha comunque colto nel segno, con momenti di commozione e raccoglimento. Uno di questi è senza dubbio l'incontro con Horst Mader, presente per la prima volta alle celebrazioni. Quel giorno maledetto era lì, alla stazione, insieme alla famiglia. La bomba gli portò via la moglie Margret e i figli Eckhardt e Kai, di 14 e 8 anni, mentre lui stesso riuscì a salvare il terzo figlio dalle macerie.

Il ritorno a Bologna nasce dall'iniziativa teatrale Cantiere 2 agosto, che nelle celebrazioni del 2017, tramite volontari sparsi per le città, ininterrottamente ha raccontato la storia delle 85 vittime. La storia della sua famiglia fu raccontata da Alessandra Pavoni, Sergio Messori e Anna Maria Guglielmo. È grazie alla segnalazione di questi narratori che è stata corretta la lapide nella sala d'attesa della stazione l'anno scorso (mancava infatti la dieresi sulla "a" del cognome), nel punto dove esplose la bomba, ed è grazie a loro che ripresero i contatti con Horst, tanto che il sindaco Virginio Merola lo invitò a Bologna.

Così, eccolo qua, in silenzio e con gli occhi lucidi, per la prima volta presente alla cerimonia in ricordo anche dei suoi due figli, facendo un inchino di fronte alla lapide dove sono scritti i nomi di Eckhardt e Kai, insieme a quelli di Angela Fresu, Luca Mauri, Sonia Burri, Francesco Cesare Diomede Fresa e Manuela Gallon. Salutato con commozione dall'arcivescovo Matteo Zuppi e dal sindaco Merola, Horst è stato anche chiamato sul palco dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi, per la consegna di un oggetto speciale: una spilla d'oro raffigurante l'immagine dell'orologio fermo alle 10.25, circondato dalla scritta "...per non dimenticare il 2 agosto 1980".

È lo stesso Bolognesi a raccontare l'aneddoto alla base del dono: "Quando ci fu la perquisizione a villa Wanda (residenza di Licio Gelli, ndr), quando scoprirono le liste della loggia massonica P2, che ha molta parte in causa per quello che riguarda la strage di Bologna, furono trovati parecchi lingotti d'oro. Il Venerabile (Licio Gelli, ndr) per cercare di togliersi di dosso questa inchiesta cercò di diffamare i giudici che stavano indagando e stavano portando avanti questa inchiesta, Colombo e Turone.

Sulla base di questo i due giudici lo querelarono e i danni per questa per questa diffamazione furono i lingotti d'oro". Dopo 25 anni, prosegue Bolognesi, "da quel momento i lingotti furono dati per metà all'associazione delle vittime di Bologna e metà all'associazione delle nonne dei desaparecidos argentini di Plaza de Mayo.

In totale erano 13-14 lingotti, 7 sono arrivati a noi, 7 lingotti da un etto l'uno. Con questi lingotti abbiamo fatto un concorso nelle scuole e abbiamo fatto un'immagine per fare un pin da portare sulle giacche. E allora cogliamo l'occasione di questo ritorno tra noi di Mader per donargli questo piccolo omaggio". Dopo la cerimonia, Horst Mader è stato ricevuto privatamente dal sindaco Merola a Palazzo d'Accursio. "Bologna ricorda e ci tiene a essergli vicino", ha dichiarato il primo cittadino. (Dire)

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