Calci a porta e finestra per entrare in casa della ex, arrestato

Per paura non aveva mai denunciato l'ex compagno violento e a luglio aveva interrotto la relazione

Ha cercato di entrare prendendo a calci il portone e la porta finestra del balcone, mentre la ex, terrorizzata, era barricata in casa. E' quanto andato in scena il 22 settembre poco prima delle 13 in un comune dell'Appennino.  

Una cittadina moldava di 33 anni fino a ieri non aveva mai avuto il coraggio di denunciare il suo ex compagno, un connazionale 44enne, che aveva lasciato a luglio scorso. Ieri l'uomo ha tentato di entrare nella sua abitazione, prendendo a calci porta e finestra, ma fortunatamente la 33enne è riuscita a chiamare i Carabinieri. 

Come ha riferito ai miliari, nonostante l'ex compagno le avesse promesso di cambiare, puntualmente si presentava a casa ubriaco e diventava violento, ma per paura non lo aveva mai denunciato e a luglio aveva interrotto la relazione. 

E' scattata così la procedura prevista dal cosiddetto "codice rosso", la Legge 19 luglio 2019, n. 69 in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Il 44enne stato arrestato per atti persecutori e violenza domestica. 

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Il "codice rosso"

La Legge 19 luglio 2019, n. 69, entrata in vigore l'8 agosto 2019, ribattezzata "codice rosso", prevede in sintesi indagini più veloci sui casi di violenza domestica, ovvero i pubblici ministeri ascoltano chi ha presentato denuncia per maltrattamento o violenza in famiglia entro massimo tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, che avviene nel momento stesso in cui una persona si presenta alle forze dell'ordine. 

Il responsabile può arrivare a scontare dai tre ai sette anni di carcere. La pena può essere aumentata fino al 50% del totale se il fatto è avvenuto in presenza di un minore, di un disabile, di una donna incinta, o in caso di aggressione armata.

Chiunque pubblica o diffonde materiale fotografico e video di altre persona senza consenso viene punito con una reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro. La pena è aumentata se il responsabile è un coniuge o l'ex partner (revenge porn). 

Per i reati di violenza sessuale la pena è di 6-12, per lo stalking è di minimo un anno e un massimo di 6 anni e 6 mesi.

Per i casi di aggressione con l’acido, se la vittima sopravvive, il responsabile verrà punito con la reclusione dagli otto ai quattordici anni. Se invece muore, è previsto l’ergastolo.

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