Fatture false per la ricerca scientifica: scoperta frode fiscale per oltre 45 milioni

Le fiamme gialle hanno portato a galla una mega truffa con più di 200 società interessate

Oltre 200 società coinvolte nell'operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla procura di Padova che al momento ha indagato quattro persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. 

Oltre 200 gli indagati, interessati dalle operazioni della polizia giudiziaria eseguite in 38 province italiane (Alessandria, Ancona, Arezzo, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Como, Cuneo, Fermo, Frosinone, Gorizia, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pistoia, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Salerno, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza) in qualità di amministratori, rappresentanti legali e consulenti di altrettante società, protagoniste della frode o beneficiarie dei crediti d’imposta non spettanti.  L'operazione è frutto di una complessa azione investigativa, diretta dalla Procura patavina e condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Padova attraverso numerose attività d’indagine protrattasi nell’arco di due anni, che ha consentito di individuare un'associazione per delinquere, composta dagli amministratori e dal consulente di un network di società padovane, finalizzata alla illecita fruizione di agevolazioni fiscali riconosciute dallo Stato a fronte di investimenti in ricerca scientifica.

Detrazioni fiscali

Al centro del meccanismo ci sarebbero le detrazioni fiscali per la ricerca scientifica che sarebbero state approvate dal decreto legge del maggio del 2011. Stando alle indagini, un'azienda avrebbe dovuto implementare con la ricerca i prodotti acquistati dalle diverse ditte le quali potevano "scaricare" il costo di acquisto del macchinario. Stando agli ispettori dell'ufficio antifrode dell'Agenzia delle Entrate l'azienda non avrebbe aggiunto nulla di scientifico al prodotto delle aziende, guadagnando però il 20% sui macchinari. Per contro le aziende avrebbero scaricato indebitamente il costo dei loro acquisti, di qui il sospetto che il tutto sia stato costruito ad arte.

Il modus operandi

Tali agevolazioni fiscali consistono in un credito d’imposta (originariamente nella misura del 90%, poi ridotta al 50% a partire dal 2015) a favore delle società che avessero sostenuto costi o finanziato progetti di ricerca in Università ovvero in Enti pubblici di ricerca. Accanto ai soggetti istituzionalmente preposti a tale scopo, la norma considerava “soggetti finanziabili” anche i cd. “Organismi di Ricerca”, vale a dire soggetti che svolgono, senza scopo di lucro, attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale, diffondendone i risultati mediante l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie.

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