Giardini a rischio degrado, il Quartiere Santo Stefano corre ai ripari

Un atto di indirizzo approvato quasi all'unanimita' dal Consiglio di quartiere prevede patti di collaborazione per vigilare sulle aree

 Nella zona Santo Stefano di Bologna ci sono diversi giardini "ad alta complessità e a forte rischio di degrado", dunque il Quartiere corre ai ripari per garantire un loro "presidio diurno" tramite Patti di collaborazione da stipulare con raggruppamenti di associazioni. E' quanto prevede un atto di indirizzo approvato quasi all'unanimita' dal Consiglio di quartiere: a favore hanno votato centrosinistra, M5s e Coalizione civica; astenuti i consiglieri di centrodestra.

Nel documento si citano in particolare il parco Lunetta Gamberini, il giardino Oliviero Olivi, il giardino San Leonardo e il giardino del Guasto, che "risultano essere punto di riferimento per la frequentazione di gruppi diversi di utenti nelle diverse fasce orarie del giorno e della sera". Ma nonostante "l'ottimo lavoro svolto dalle associazioni e dai gruppi di cittadini e cittadine in termini di animazione", continua l'atto, queste aree "sono spesso oggetto di azioni vandaliche nei momenti di assenza di presidio".

Alla luce di ciò, serve un "presidio diurno atto a contrastare il degrado- recita il documento approvato dal Santo Stefano- tramite la presenza attiva di volontari, cittadini associati e non, tramite attività, eventi, iniziative": obiettivo che richiede "lo sforzo di una molteplicita' di soggetti associati, integrati fra loro". E' necessario, quindi, intervenire nei giardini citati "per attivare progetti di reti associative che garantiscano presenze diurne e costanti nel tempo", è la decisione assunta dal Consiglio di quartiere.

Nel documento si parla della necessità di "favorire il senso di comunità e di sussidiarietà', riconoscendo il protagonismo dei cittadini singoli ed associati" e di organizzare "progetti che prevedano la diffusione della cultura di buon vicinato". Inoltre, si prevede di avviare iniziative "per contrastare le varie forme di degrado attraverso la cura e la rigenerazione dei beni comuni" e di intraprendere "progetti educativi rivolti alla popolazione adulta".

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Per tutti questi motivi, con l'atto di indirizzo il Consiglio ha deciso di "incaricare il direttore del Quartiere di affidare tramite Patti di collaborazione la cura e rigenerazione dei giardini del Quartiere", là dove possibile "a più soggetti associati che propongano progetti di collaborazione civica, il cui capofila sia iscritto alle Libere forme associative". (Dire)

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