Morì al Maggiore per infarto: medico assolto, infermiere condannato a 4 mesi

Tutti finiti alla sbarra per la morte del 66enne Gustavo Biagi. Il giudice ha deciso per tre assoluzioni e una condanna

Si è chiuso il processo di primo grado per omicidio colposo a carico del medico e direttore dell'unità di Aritmologia della Cardiologia dell'Ospedale Maggiore e di tre infermieri, tutti finiti alla sbarra per la morte, avvenuta il 20 febbraio 2013, del 66enne Gustavo Biagi.

Il giudice Roberto Mazza ha deciso per tre assoluzioni e una condanna a quattro mesi per un infermiere. La Procura di Bologna aveva chiesto tre condanne a quattro mesi e un'assoluzione. Biagi, cardiopatico e ricoverato il giorno prima nell'Unità di terapia intensiva coronarica) del Maggiore per un intervento programmato, morì per un infarto acuto.

Un inferimiere è stato condannato a quattro mesi per non essersi accorto della disattivazione dell'allarme rosso, anche se il legale è già deciso a fare appello contro la sentenza.

Per questa vicenda, che inizialmente vedeva indagate otto persone, altri due medici erano stati assolti in udienza preliminare, mentre i familiari di Biagi sono gia' stati risarciti e quindi non si sono costituiti parte civile nel processo che si e' concluso oggi. 

Per la Procura: "Negligenze"

Secondo la ricostruzione della Procura, la morte fu dovuta ad una serie di negligenze e di omissioni: la sera del 19 due infermieri (uno dei quali ha patteggiato una pena di due anni in udienza preliminare, mentre l'altra è stata condannata in abbreviato alla stessa pena) avrebbero disattivato il sistema di allarme rosso, che segnalava le crisi cardiache, senza segnalarlo ai colleghi che li sostituirono il mattino seguente, poi non sarebbe stato controllato a dovere il monitor del paziente. Infine, per l'accusa la mattina seguente sarebbe stato disattivato il defibrillatore interno in vista dell'intervento. Quest'ultima condotta era quella contestata al medico, che però è stato assolto per non aver commesso il fatto in quanto la disattivazione del defibrillatore sarebbe servita ad avere un quadro esatto delle condizioni del paziente in vista dell'intervento, anche perchè in caso di necessità ci sarebbe stato un defibrillatore esterno.


 

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