Ikea: dopo Piacenza, scontri e feriti anche a Casalecchio

La manifestazione dei facchini per le condizioni di lavoro è andata in scena anche a Bologna: tafferugli con le forze dell'ordine e negozio chiuso. L'azienda: "Da sempre con i collaboratori rapporto costruttivamente dialettico e di assoluta trasparenza"

Dopo l'accaduto di Piacenza dei primi di novembre, la storia di è ripetuta ieri pomeriggio all’Ikea di Casalecchio: a protestare le cooperative di facchini che si sono scontrati con le forze dell’ordine che presidiavano l’ingresso del colosso svedese. Risultato: otto contusi e feriti tra manifestanti e forze dell'ordine e negozio chiuso alle 15.

LA PROTESTE. Un centinaio tra lavoratori, collettivi e attivisti dei centri sociali hanno distribuito volantini ai clienti dell’Ikea e ribadito la volontà di protestare pacificamente. Al loro arrivo, un cordone di Polizia e Carabinieri sbarravano l’ingresso del negozio che, secondo i manifestanti, li avrebbero bloccati a manganellate. La Questura ha confermato che si è trattato di un’azione di “contenimento” per impedire l’ingresso all’interno dell’Ikea, come richiesto dalla direzione stessa, e di un paio di altri momenti di contatto durante i quale contro le forze dell’ordine sarebbero stati lanciati alcuni carrelli. Dopo gli scontri, la protesta è proseguita in modo pacifico, con l'esibizione di uno striscione con la scritta "Creano mobili, distruggono diritti" e la firma #ikeainlotta.

CONTUSI. In un primo momento, il bilancio è stato di cinque Carabinieri, un agente di polizia e due manifestanti, una ragazza ferita alla testa e una ragazzo a una gamba. Si aggrava oggi il bilancio: tra poliziotti e carabinieri, sono 12 i contusi. Ad avere la peggio, un'assistente capo della Scientifica, finita al Maggiore con il naso rotto dopo essere stata aggredita da uno degli attivisti mentre effettuava riprese video della manifestazione. Secondo quanto riferisce la Questura, si trovava alle spalle del cordone di sicurezza quando è stata colpita da una cinghiata, tirata con una cintura borchiata da un 'volto noto' alla Digos: si tratterebbe di uno studente 22enne, attivista del collettivo Crash e già più volte coinvolto in indagini su manifestazioni non autorizzate. L'agente aggredita, 41 anni, inizialmente si era accorta di alcune ferite alle braccia, ma in serata ha accusato forti dolori, poi la conferma della rottura del setto nasale, con una prognosi di almeno tre settimane. Secondo gli investigatori, alla protesta di ieri avrebbe partecipato un numero esiguo di operai e facchini, mentre gran parte dei manifestanti erano attivisti di collettivi. La Digos, che ha già identificato chi ha ferito la poliziotta, sta procedendo con le indagini e a breve invierà alla Procura una relazione dell'accaduto, ipotizzando reati 'pesanti', tra cui lesioni aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento.

L’AZIENDA. In una nota Ikea, che alle 15 ha chiuso al pubblico, lasciando terminare gli acquisti a chi era già all'interno, ha commentato: “La manifestazione odierna colpisce ingiustamente la nostra società che ha da sempre, con i propri collaboratori così come con i propri fornitori, un rapporto costruttivamente dialettico e di assoluta trasparenza, improntato al totale rispetto dei diritti dei lavoratori e alle normative a questi collegate". Si legge ancora: "La manifestazione presso il punto vendita di Casalecchio concerne la vertenza tra una decina di soci lavoratori del Consorzio Cgs che operano presso il polo logistico Ikea di Piacenza. Questi soci lavoratori, che erano stati sottoposti a provvedimenti disciplinari, sono stati reintegrati al lavoro e alcuni di loro, destinati a siti dell' area piacentina, non si stanno presentando al posto di lavoro... Dopo le agitazioni del mese scorso presso il polo logistico ad oggi i depositi Ikea di Piacenza stanno lavorando a pieno regime per un incremento imprevisto dei volumi di merce richiesti dalle sedi Ikea presenti nel Mediterraneo Orientale. Grazie a questa situazione favorevole, la forza lavoro delle Cooperative del Consorzio Cgs è completamente impegnata e nessun socio lavoratore ha usufruito delle ore di cassa integrazione che erano state richieste. Un solo licenziamento è stato applicato dal Consorzio di cooperative, relativo ad un socio lavoratore che ha attuato comportamenti violenti verso un suo collega".

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