Crisi La Perla e 126 posti a rischio: c'è un accordo con la proprietà

Richiesta per cassa integrazione, incentivi all'esodo e pre-pensionamenti. La bozza di intesa firmata in Regione. La politica plaude ma "ancora tutto da costruire"

La parola 'licenziamenti' o 'esuberi' per il momento sono sparite dal lessico che accompanga la vertenza de La Perla. Accordo infatti raggiunto ieri nel tardo pomeriggio tra i sindacati e l'azienda, incontratisi nella sede della Regione per fare il punto sui 126 esuberi dichiarati dal gruppo a Bologna, dopo una travagliata vendita dello storico marchio di intimo agli olandesi di Sapinda holding. 

Tutto è ancora da costruire, ma un primo ok tra le parti prevede che l'azienda chieda 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione e a varare un piano di prepensionamenti incentivati e volontari. Il verbale di pre-intesa è stato sottoscritto ieri in viale Aldo Moro sede della Regione Emilia-Romagna (presente anche il governatore, Stefano Bonaccini) da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, azienda, Regione e rsu, che sarà la base sulla quale impostare l'incontro di martedì 8 ottobre al ministero dello Sviluppo economico.

In quella sede i manager del marchio bolognese della lingerie di lusso chiederanno di poter attivare, in alternativa ai licenziamenti, la cassa integrazione speciale per 12 mesi per circa 150 dipendenti (il numero potrebbe cambiare). Inoltre, La Perla garantirà l'anticipo degli ammortizzatori sociali e metterà sul piatto una proposta di incentivo all'esodo su base volontaria per accompagnare alla pensione una parte del personale, compresi quanti dovrebbero aspettare cinque-sei anni per raggiungere l'età pensionabile: si tratta potenzialmente di circa 65-70 persone.

"Finora eravamo distanti, ma oggi siamo riusciti a raggiungere alcuni punti fondamentali. Il primo obiettivo era scongiurare i 126 licenziamenti, ora si apre una fase diversa", riferisce Mariangela Occhiali della Uiltec. "Ci sono le condizioni per chiudere positivamente questa vicenda al ministero", assicura Roberto Guarinoni della Filctem.

Per ora i sindacati tengono 'per buono' il piano industriale presentato da la Perla a Parigi all'atto della quotazione nel segmento utilizzato dalle aziende per raccogliere fondi per i loro progetti di espansione. "Quel piano prevede il rilancio del marchio, il mantenimento e il consolidamento della produzione a Bologna. Oggi siamo soddisfatti e sollevati. Abbiamo imboccato la strada giusta per salvare quest'impresa", aggiunge Guarinoni. Un risultato arrivato al termine di una battaglia estenuante: 80 ore di sciopero, tre mesi di trattativa, nove incontri e una 'playlist' di canzoni di lotta che, per ora, può andare in archivio. (Vor/ Dire)

Il presidente della Regione Stafano Bonaccini parla di "un passo avanti fondamentale per salvare quelle che per noi sono le cose piu' importanti: produzione nel territorio e posti di lavoro", mentre lassessore alle attività produttive di Bologna Marco Lomberdo usa toni più cauti e invita alla prudenza, commentando che "il traguardo definitivo e' ancora tutto da costruire".

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