Realtà aumentata e Hi-TEch, in arrivo progetti per 40 milioni e centinaia di posti di lavoro

Diverse aziende Hi-Tech e 4.0 puntano su Bologna. Dalla Regione cofinanziamenti per sei progetti. I primi risultati dovrebbero vedersi a primavera 2018

La prossima primavera dovrebbe sbocciare a Bologna un nuovo centro digitale interattivo per lo sviluppo della realtà virtuale. Ad aprirlo è la Eon reality, azienda statunitense nata nel 1999 e in forte espansione in tutto il mondo. "Due settimane fa abbiamo aperto un centro a Dubai, quattro settimane fa in Cina", spiega il ceo David Scowsill, ieri in conferenza stampa all'aeroporto Marconi di Bologna.

Quello sotto le Due torri sarà il primo in Italia, un investimento da 26 milioni di dollari che dovrebbe dare da lavorare a circa 160 persone. Il centro sarà diviso in tre parti: una 'academy', in grado di formare 50 persone all'anno; il centro vero e proprio per lo sviluppo dei software; una 'exhibition area' dove sarà possibile vedere e testare i prodotti. "Abbiamo scelto Bologna perché è il centro tecnologico per molte industrie", spiega Scowsill. L'obiettivo è farlo diventare negli anni "un centro d'eccellenza nello sviluppo dei software per la realtà aumentata, non solo per l'Italia".

Il centro, tra i cui partner ci sarà anche l'Università di Bologna, prevede anche la registrazione di nuovi brevetti. Nelle previsioni della Eon, la nuova sede dovrebbe essere pronta per la prossima primavera. La location non è ancora stata definita, ma con ogni probabilità sarà nella zona industriale Roveri. Eon sbarca in Italia anche a caccia di clienti. "Abbiamo un'ampia gamma di prodotti, per tutti i tipi di industria- spiega Scowsill- che possono essere adattati sulla base delle richieste del cliente".

Le applicazioni dei sistemi di realtà aumentata sono molteplici: in sanità, ad esempio, sia per la supervisione a distanza di interventi complessi sia per la formazione degli specializzandi; nell'industria petrolifera, per la gestione e il controllo dei sistemi; in ambito aeroportuale, ad esempio per esercitazioni in chiave antiterrorismo. "È un'industria che sta crescendo molto velocemente- sottolinea Scowsill- il mercato sta esplodendo. L'apprendimento con gli strumenti di realtà aumentata è due o tre volte più veloce rispetto alle normali tecniche". La Eon Reality è stata fondata nel 1999, con quartier generale a Irvine in California. L'azienda opera in tutti i continenti e in Europa ha sedi in Francia e Regno unito. Ha collaborato con più di 400 istituzioni accademiche e con 55 istituzioni governative. 

Oltre alla Eon Reality, che aprirà a Bologna un centro per lo sviluppo della realtà aumentata, ci sono altre aziende pronte ad investire sulla tecnologia in Emilia-Romagna. Il bando regionale sulla attrattività di investimenti ha visto in tutto l'ammissione di sei progetti di insediamento e sviluppo presentati da altrettante imprese in settori avanzati di industria 4.0: si tratta, oltre che della Eon Reality, di Ibm Italia, di Aetna Group con sede a Verucchio (Rimini), della faentina Bucci Automations, di Sacmi Cooperativa Meccanici Imola e della modenese Energy Way.

Si tratta di piani che complessivamente prevedono investimenti superiori ai 40 milioni di euro, con la creazione di nuovi posti di lavoro. A queste risorse si affiancherebbero quote di cofinanziamento da parte della Regione sui singoli progetti. Adesso il bando prevede si entri nella fase due, di ulteriore verifica tecnica, per poi chiudersi con la sigla di accordi regionali di investimento.

Guarda a Bologna Ibm Italia, che nel capoluogo regionale vorrebbe realizzare un centro di ricerca su Active intelligence e tre progetti di ricerca e sviluppo relativi all'intelligenza artificiale. L'idea di Aetna Group Spa, leader nel settore degli imballaggi che guarda ai territori di riferimento, il bolognese e il riminese, è quella di aprire un "techlab 4.0" per la ricerca, sviluppo, applicazione e formazione, anche nel campo del packaging, a Castel San Pietro Terme (Bologna) e a Verucchio.

A Faenza (Ravenna), la Bucci Automations Spa (macchine e utensili) realizzerebbe un centro ricerche con servizi internet of things per l'automazione industriale. Lo stesso la Sacmi, storica cooperativa imolese, leader mondiale nei settori delle macchine per ceramica, del packaging, delle macchine per l'industria alimentare e del beverage, farebbe nascere nel suo territorio un centro ricerche e sviluppo sull'applicazione dell'internet of things, con anche ricadute pensate in particolare per il settore delle piastrelle e delle ceramiche.

Infine, la startup Energy Way Srl di Modena, che opera nel settore del data management industriale sviluppando soluzioni innovative per le imprese, attraverso modelli matematici evoluti, svilupperebbe la sua idea d'impresa allargandosi allo studio dei Big Data. "Siamo di fronte alla conferma di una novita' importante- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- e cioe' il fatto che l'Emilia-Romagna sia diventata sempre di piu' una regione che richiama o porta a realizzare investimenti in grado di generare nei suoi territori sviluppo e nuovi posti di lavoro, molti dei quali altamente qualificati". (DIRE)

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Commenti (2)

  • Pero'.....anche Ibm

  • Mio nonno, pace all'anima sua, avrebbe chiesto: <<Ma cosa viene a dire sta "realtà aumentata"?>>? E me lo chiedo anch'io, visto che fa schifo già la realtà così com'è non capisco proprio che bisogno c'era di aumentarla?

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