Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Caricamento in corso...
Caricamento dello spot...

40 anni fa chiudevano i manicomi. A Palazzo Malvezzi l'anniversario della 'rivoluzione Basaglia'

La Città metropolitana celebra l'evento con un consiglio straordinario e una mostra fotografica

 

Per celebrare il 40esimo anniversario della cosìddetta legge Basaglia, la Città metropolitana e l’Istituzione Gian Franco Minguzzi hanno proposto un Consiglio metropolitano straordinario aperto al pubblico. 

La storia dell’assistenza psichiatrica sul territorio metropolitano è custodita dall’Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna nel fondo archivistico dell'ex-ospedale psichiatrico provinciale “Roncati” che comprende la documentazione amministrativa e sanitaria che va dal 1866 al 1980, con una raccolta di circa 18mila cartelle cliniche risalenti fino al 1810. 

L’archivio possiede inoltre altri materiali più recenti che fanno riferimento al processo di deistituzionalizzazione iniziato con la riforma introdotta dalla Legge 180/78 - “Legge Basaglia”. Esiste una collezione di oltre 100 ore di videoregistrazioni che documentano i colloqui con pazienti e familiari finalizzati a concordare un percorso individualizzato di dimissione dal manicomio verso strutture territoriali e riabilitative.

L’Istituzione Minguzzi lancerà il progetto 'La memoria fuori dagli archivi' per valorizzazione l'archivio e ricostruire un quadro complessivo del patrimonio documentale sulla storia dell'assistenza psichiatrica sul nostro territorio nei due secoli trascorsi.

A Palazzo Malvezzi, proiettate su uno dei totem informativi, le foto raccolte nella mostra 'Sant’Isaia 96: una casa per uscire' realizzata da CADIAI nel 1990 in collaborazione con l’Unità Sanitaria Locale n. 27. Gli scatti,  grazie ai fotografi Orlando Strati e Gilberto Veronesi, documentano la nascita di questo servizio e l'uscita dal manicomio.

Nel 2009 il Gruppo Appartamento di via Sant’Isaia n. 96, pur avendo mantenuto lo stesso nome, si è trasferito, e oggi accoglie persone molto diverse da quelle originarie: si tratta di giovani con lievi disabilità, che hanno l’opportunità di uscire dalle loro famiglie di origine, così come fanno tutte le persone loro coetanee, e di vivere una vita autonoma, seppur con qualche aiuto e sostegno da parte degli operatori. Diversi utenti, diverso luogo, stesso obiettivo.

Potrebbe Interessarti

Torna su
BolognaToday è in caricamento