Monterenzio, festa celtica 'spuntata': niente alcool in vetro e armi in vendita

La ormai consueta festa di rievocazione storica 'I fuochi di Taranis' si appresta a prendere il via, ma un'ordinanza mette paletti stringenti alla vendita di idromele in vetro e armi bianche. Ironia sui social

Foto Facebook

Una festa celtica, ma senza alcoolici in vetro e armi bianche al seguito. Inedito risvolto per la ormai consueta festa di rievocazione storica 'I fuochi di Taranis' che ha aperto i battenti oggi, per due weekend fino al 9 luglio.

Il Comune di Monterenzio infatti ha da pochi giorni emesso un'ordinanza con la quale vengono messi al bando tutti gli alcoolici di vetro e le vendite delle armi bianche all'interno dell'area dela festa. Un divieto che ha inizialmente spiazzato il pubblico abituale della rievocazione, che sui social si sfoga anche con ironia.

"Ma quindi anche le spadine dei bimbi sono multabili?" è il commento di un'utente, mentre altri invitano al boicottaggio dell'iniziativa. "Forse hanno confuso il popolo delle feste di rievocazione celtica con il bestiame che abitualmente frequenta discoteche, feste in spiaggia, happy hour" ironizza un altro dei partecipanti alla festa e cominciano a spuntare le ipotesi di aggiramento del divieto.

"La ratio è che tra il pubblico non circolino bottiglie o bicchieri" commentano dall'associazione Ca' di Brenno, che si occupa dell'organizzazione della festa celtica. Birra e Idromele saranno comunque disponibili, ma non saranno vendute dentro bottiglie di vetro o ceramica. Quanto alle armi, sebbene non sarà possibile venderle -questa sì novità rilevante- quelle utilizzate nelle previste gare di tiro con l'arco e tiro con la scure, così -come le armi presenti nei gruppi di rievocazione storica- sarebbero salvi. 

"I gruppi e i campi di rievocazione continueranno come sempre le loro attività. Per il tiro con l'arco i nostri amici che lo gestiscono sono accreditati presso l'associazione nazionale di tiro con l'arco storico, per cui formalmente utilizzano attrezzi sportivi sotto la sorveglianza di personale esperto e accreditato" commentano dall'organizazione.

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Da parte sua il comune spiega che "l'ordinanza è stata adottata su recepimento di una disposizione restrittiva del Ministero degli Interni" in seguito ai fatti di Torino durante la finale di Champions League, e che il regolamento varrà per tutte le sagre previste nel territorio comunale.

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