Fontana del Nettuno e vandali, il Comune pensa a sensori con allarme sonoro

Sul monumento vigila già una telecamera. Scartata l'onerosa opzione di vigili fissi, mentre continua l'annoso confronto con la soprintendenza per una barriera fisica

Un uomo si appoggia alla Fontana per prelevare le monetine sul fondo della vasca

Arriveranno per la primavera i sensori che il Comune di Bologna ha deciso di installare intorno alla fontana del Nettuno per tutelare di più il monumento: chi si avvicinerà troppo farà scattare un allarme sonoro ed una segnalazione agli uffici della Polizia municipale presenti in Comune. Lo riferisce l'assessore alla Sicurezza, Alberto Aitini, che oggi ha approfondito il tema in commissione.

L'obiettivo  è trovare "la soluzione migliore per proteggere uno dei monumenti più importanti della città da chi vuole farne un uso non consono- premette Aitini- e allo stesso tempo permettere ai bolognesi e ai turisti di ammirarne la bellezza".

La prima scelta, per il Comunque, è dunque quella dei sensori "anti-vandali" del tutto simili a quelli che si usano nei musei. In attesa di poterne valutare l'efficacia, l'amministrazione sta anche proseguendo il confronto con la Soprintendenza sull'ipotesi di installare, se i sensori non dovessero bastare, una barriera fisica vera e propria: "Non pensiamo minimamente ad una gabbia che impedisca di apprezzare il Nettuno", precisa l'assessore, immaginando invece una recinzione a basso impatto "che semplicemente possa impedire o comunque rendere difficoltoso lo scavalcamento".

Nel frattempo, è sempre in funzione la telecamera che sorveglia la fontana 24 ore su 24 e prosegue il controllo dei vigili, che da agosto a dicembre hanno operato con un presidio fisso: cinque multe elevate, ma al di là di ciò "è servito da deterrente", sottolinea Aitini. Ma non come semplice "presenza passiva", precisa il commissario Giovanni Finarelli: "Dobbiamo spesso avvicinarci alla fontana per evitare che qualche ragazzo salga sul bordo per scattare foto e selfie o cose del genere".

Però, un presidio dei vigili per il Nattuno rappresenta "un costo importante in termini di risorse umane", aggiunge Finarelli. Anche per questo con il nuovo anno il servizio è diventato più dinamico, nel senso che la pattuglia tiene sì d'occhio il Nettuno ma muovendosi in una zona più ampia per essere utile anche in piazza Maggiore e dintorni.

"Otto agenti che turnano per questa cosa quando potrebbero essere utilizzati per il traffico e la sicurezza mi sembrano uno speco indecente", afferma Claudio Mazzanti (Pd), che vede di buon occhio l'idea della recinzione. Diversa l'opinione di Elena Foresti (M5s), preoccupata per il "messaggio" che arriverebbero a bambini e ragazzi e per le difficoltà che gli stessi avrebbero nel poter vivere una "relazione emotiva" con il monumento.

"Ricorrere ad una barriera è una sconfitta per il senso civico della città", dichiara Umberto Bosco (Lega), che invoca invece misure orientate ad "educare e reprimere". Se i vigili oltre al Nettuno sorvegliano l'intera zona, allora "non sono uno spreco", afferma Marco Lisei (Fi), che giudica la staccionata solo "l'extrema ratio" e suggerisce di impiegare gli assistenti civici. Per Amelia Frascaroli (Città comune) serve un "approccio educativo", con la presenza costante di volontari che spieghino a passanti e turisti "quali sono i comportamenti negativi e anche quelli positivi".

La posizione di Aitini, comunque, resta aperta al "lavoro su più piani" e anche a raccogliere suggerimenti. Ad esempio, per l'assessore l'eventuale barriera potrà essere "mobile", cioè facilmente spostabile "per consentire alle scolaresche di potersi avvicinare". Il presidio dei vigili, invece, potrà tornare ad essere fisso "se dovessero verificarsi episodi che consigliano di fare così", aggiunge Aitini. (Pam/ Dire)

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