Persiceto, niente mensa e scuolabus per gli alunni non il regola con le rette

Se le famiglie non pagano regolarmente le rette, i bimbi non potranno usufruire della mensa e dello scuolabus nelle scuole d'infanzia, elementari e medie. No del PD e dei sindacati

Se le famiglie non pagano regolarmente le rette, i bimbi non potranno usufruire della mensa e dello scuolabus nelle scuole d'infanzia, elementari e medie di San Giovanni in Persiceto. 

E' il regolamento approvato in consiglio comunale e che ha trovato, oltre all'opposizione delle sigle sindacali, anche del Partito Democratico: "La tutela del bambino e la sua serenità devono essere posti al centro di questa discussione: l’Amministrazione ha il dovere di reperire le risorse per far funzionare i servizi scolastici, ma rispettando un basilare principio di non discriminazione - è la posizione del presidente del Gruppo Pd in regione Stefano Caliandro - i Comuni hanno gli strumenti per intervenire per il recupero delle rette mancanti, ma queste sono problematiche che appartengono al mondo degli adulti".

Per Caliandro "è doveroso mantenere piena e assoluta attenzione per non aggravare le problematiche di disagio economico in cui possono versare alcune famiglie, con ulteriori provvedimenti che esporrebbero la persona più fragile, il bambino, a essere il centro di una concatenazione di responsabilità da cui invece dovrebbe rimanere sempre immune". 

In pratica, i Comuni "hanno la mappa completa delle famiglie in difficoltà nei confronti delle quali si deve fare ogni sforzo per sostenerne i bisogni primari come l’istruzione e l’accesso ai servizi", sottolinea il capogruppo PD e "quando quindi si tratta di cause differenti dal reale bisogno, occorre attivare le modalità previste dalla legge per obbligare i genitori inadempienti a corrispondere il pagamento delle tariffe senza tuttavia che da ciò possano nascere situazioni di discriminazione e nocumento per il bambino.
Bene farebbe l’Amministrazione comunale di San Giovanni in Persiceto a costruire percorsi condivisi e partecipati con tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda, compresi i sindacati, perché si possa agevolare il necessario recupero delle risorse mancanti e garantire una distribuzione di qualità dei servizi destinati a tutti, senza intraprendere scelte unilaterali che rischiano di minare il diritto alla serenità di ogni bambino e il principio di non discriminazione". 

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