Progetto Prati di Caprara, il Comitato: 'Solo contropartita economica'

Scambio di missive tra Sindaco e comitato: 'Dagli esperti che abbiamo consultato, il disboscamento non era necessario, ma giustificato unicamente dai progetti di edificazione'

"Siamo ovviamente già al corrente del fatto che un’agenzia incaricata dal Demanio sta facendo tabula rasa di 2 ettari del bosco dei Prati di Caprara Est". E'  l'incipt della risposta del comitato "Rigenerazione no Speculazione" alla lettera inviata dal sindaco Virginio Merola ai residenti "centinaia di cittadini da diverse settimane stanno protestando, per non parlare delle ormai 4.000 firme raccolte. Pensavamo che foste voi a non esservene accorti, visto che andate avanti come un treno senza ascoltare queste legittime proteste" continua la missiva 

"Lavori che, necessariamente, prevedono anche il disboscamento della vegetazione cresciuta negli anni in cui l'area è stata abbandonata" aveva scritto il primo cittadino, mentre il comitato controbatte che "dagli esperti che abbiamo consultato per il forum civico Parteciprati, tale tabula rasa non è necessaria ma giustificata unicamente dai progetti di edificazione che sono previsti nell’area. Una tabula rasa che non rispetta le stesse indicazioni del Demanio su piante da tutelare e matricine, di cui il Comune si dovrebbe invece preoccupare. Oggi si tratta della porzione destinata al nuovo plesso scolastico, di circa 2 ettari (e non 1,2 come scrivete nella Vostra lettera), nella parte più pregiata dei Prati Est, ma domani toccherà al resto dei Prati, per la costruzione del nuovo quartiere con i suoi oltre mille alloggi e strutture commerciali, parcheggi e quant’altro previsto dal Poc di rigenerazione dei patrimoni pubblici". 

Per il comitato "I Prati di Caprara sono oggi un bosco urbano che offre già importantissimi servizi ecosistemici alla città, non solo al quartiere; lo diciamo soprattutto all’assessore all’Ambiente oltre che all’Urbanistica (Valentina Orioli - ndr) - continua "in una delle aree più congestionate della città (basti pensare all’Ospedale Maggiore, all’asse attrezzato) che già oggi ha un primato di inquinamento, come i recentissimi dati della campagna ‘Aria pesa’ non fanno che confermare. Quindi nei Prati, è vero, non esiste un parco bensì un bosco spontaneo urbano, che voi volete radere al suolo per restituire ai cittadini un parco lineare di 20 ettari, che corrisponde miseramente alla fascia di rispetto dei torrenti Ravone e Ghisiliera, minimo previsto dagli obblighi di legge. Che vi limitate a rispettare. Non sapevamo invece che esistesse un divieto di crescita spontanea degli alberi, vigente forse solo nel territorio del Comune di Bologna" e inoltre "scopriamo dalla Vostra lettera che quello dei Prati di Caprara è uno dei tasselli fondamentali delle politiche urbanistiche di questa amministrazione, mentre noi maliziosamente pensavamo i Prati fossero ostaggio delle compensazioni per la ristrutturazione dello Stadio - in pratica - una contropartita economica per la riduzione del debito pubblico statale. Che si tradurrà in una crescita esponenziale di spese sanitarie, sai che strategia lungimirante di aggressione del debito pubblico". 

Quindi "non prendeteci in giro" e "il Poc (Pinao Operativo Comunale) è stato deciso e votato dal passato Consiglio Comunale, nel 2016, e sappiamo tutti che i piani si possono cambiare, soprattutto quando sono sbagliati". 

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