Omicidio viale Aldini, i vicini di Silvia: 'Siamo sconvolti da tutto questo, chi se lo aspettava'

Piomba nell'orrore il tranquillo e signorile condominio a due passi dal centro. I vicini della vittima, scioccati dalla terribile morte, si chiudono in riserbo. Serrande giù, e nell'aria silenzio straziante

Bologna ha passato una notte agitata, scossa dal macabro ritrovamento avvenuto ieri sera in un appartamento di viale Aldini, al civico 28. Si tratta di una palazzina tranquilla, signorile, piena di fiori sul ballatoio, a due passi dal centro, catapultata oggi nell’orrore. Teatro di un omicidio truce. Qui è infatti stato trovato il cadavere congelato di Silvia Caramazza, 39 anni. Era infilato nel freezer, con il cranio spaccato e chiuso fra due sacchetti dell'immondizia. Sul muro dell’appartamento tracce di sangue. La scena restituisce l’idea di un'azione cruenta. L’omicida, al momento non ha un nome. Si sa solo che è ancora irreperibile il compagno della vittima, che gli inquirenti starebbero cercando dalla scorsa notte. L'allarme era scattato perchè la donna risultava irreperibile da giorni.

L'ipotesi degli inquirenti è che il delitto sia avvenuto dentro la casa. L'arma del delitto, un corpo contundente con cui la donna è stata colpita alla fronte, e il cellulare della ragazza non sono stati ritrovati e Silvia sarebbe stata bvista viva per l'ultima volta il 7 giugno. Non ancora chiaro se chi ha assassinato la donna abbia provato a pulire la scena del delitto. E' ipotizzabile che il congelatore, non nuovo, sia stato portato lì per ritardare la scoperta del cadavere. Solo l'autopsia però potrà chiarire quando la giovane sia morta, anche se il congelamento dei tessuti potrebbe rendere più complicata la datazione del decesso.

ORRORE NELL'ARIA. Su quel corpo straziato, dietro i nastri che sigillano l'appartamento, avvolto in un rispettoso e funesto silenzio. Orrore soprattutto sui volti dei vicini di casa di Silvia. La quiete del bel condominio sui viali, sconvolta dal sangue, dalla morte, così inaspettata e truculenta. Segnati per sempre.

IL SILENZIO DEI VICINI DI CASA. “Siamo sconvolti. Chi se l'aspettava una cosa del genere. Altro non mi sento d’aggiungere, non è il caso” e velocemente torna a casa, una condomina di Silvia. Come lei, si chiude in giusto riserbo, l'intero vicinato. In attesa, come tutta la città, di risposte e giustizia per una donna così barbaramente uccisa. Ed è, purtroppo, solo l’ennesima di una lunga lista.

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