Detenuto suicida in carcere: 'Serve sorveglianza a vista"

Desi Bruno, figura di Garanzia regionale, ha incontrato oggi la direttrice della casa circondariale dopo che un giovane si è tolto la vita il giorno dopo la convalida del suo arresto: 'Il momento che segue la convalida dell'arresto è il più critico'

Desi Bruno, figura di Garanzia dell'Assemblea legislativa ha incontrato oggi la direttrice della casa circondariale dopo che un 28enne di origine rumena si è tolto la vita il giorno dopo la convalida del suo arresto: "Non sempre l'intervento psicologico è dirimente, anzi, chi è davvero determinato spesso non cerca attenzioni". 

Il giovane, che aveva scontato una condanna per stalking di 8 mesi, terminata a dicembre 2015, un periodo durante il quale, secondo quanto riferito dalla direzione, “non aveva mai mostrato alcuna segnalazione di disagio, e un fitto rapporto con il mediatore culturale, per un totale di cinque incontri, lo dimostra- racconta Bruno-, anche se i detenuti autori di reati sessuali dovrebbero essere sottoposti a particolari interventi trattamentali”. 

Dopo l'arresto convaldiato lunedì scorso, per un nuovo episodio di stalking nei confronti di una connazionale 31enne, il giovane aveva incontrato la psicologa, e non sarebbe emerso nessun elemento di sofferenza particolare, “se non la sorpresa per il provvedimento che lo tratteneva in carcere. Dopo aver pranzato con il ristretto con cui condivideva una cella dell'infermeria, il ragazzo ha usufruito di solo metà delle sue ore d'aria, preferendo tornare in cella, dove mezz'ora dopo è stato trovato morto da un agente di polizia penitenziaria: da questo e da altri dettagli risulta evidente la premeditazione e la preparazione del gesto" dichiara la Garante  Bruno.

“Il momento che segue la convalida dell'arresto o dell'esecuzione della custodia cautelare è il più critico, perché vengono a mancare tutti i punti di riferimento”; per questo motivo, “tutti i destinatari di provvedimenti negativi sulla libertà dovrebbero essere sorvegliati a vista nei primi giorni di detenzione”.

Il ragazzo non era sorvegliato a vista perché secondo quanto riferito dalla direzione non c'erano stati elementi indicativi di una forte propensione al suicidio "ma la letteratura scientifica in materia ci insegna che non sempre l'intervento psicologico è dirimente, anzi, chi è davvero determinato spesso non cerca attenzioni. Anche per questo motivo le circolari del Dipartimento di amministrazione penitenziaria raccomandano la massima attenzione proprio nei primi giorni successivi alla convalida” conclude. 

“Da tempo siamo impegnati in una campagna di informazione che affidiamo alla forza delle immagini per documentare lo stato delle nostre prigioni e le infamanti condizioni di lavoro della polizia penitenziaria - ha scritto in una nota Domenico Malduzzi, coordinatore provinciale del sindacato di polizia penitenziaria UILPA -  nonostante questo da parte del Governo continua la propaganda che vuole risolti i problemi che portarono la CEDU a condannare l’Italia, mentre la realtà e che in carcere si muore ancora senza contare le aggressioni al Personale di Polizia Penitenziaria ultimamente in netto aumento. Alla Dozza di Bologna – conclude Maldarizzi -  negli ultimi mesi la popolazione detenuta è in crescita, alla data odierna sono reclusi 760 detenuti ed il personale di Polizia Penitenziaria è sempre meno”.

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