Sciopero Taxi. A Bologna da tutta Italia: “Paralizzati dall’incertezza”

Tassisti provenienti da Toscana, Veneto, Friuli e Trentino a dar man forte ai bolognesi per la giornata di sciopero e protesta. "Pronti a discutere, ma l'imposizione da spazio solo a risposte viscerali"

Il Corteo pronto a partire dal Parco Nord

E' cominciato alle 8 di questa mattina il raduno in vista del corteo-lumaca dei taxisti contro le liberalizzazioni del governo Monti: una lunga colonna di auto bianche pronta a partire dal Parco Nord per raggiungere il centro storico. Nel giorno del fermo nazionale della categoria, nella città dove l'11 gennaio si era ritrovato il “parlamentino” nazionale si sono dati appuntamento i taxisti di Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. “E’ l’incertezza che ci paralizza -  dicono i tassisti a Bologna Today - il decreto non è chiaro anche perché prevede la costituzione di un’Authority che dovrà decidere per noi, quindi si perderà ancora tempo”.

LICENZE MULTIPLE. Anche taxi provenienti da Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige daranno man forte ai bolognesi per la giornata di sciopero e di protesta. “Siamo pronti a discutere, ma l’imposizione da spazio solo a risposte viscerali”. E sulle licenze multiple: “E’ come dire a una barista, ti regalo il bar di fianco, ma te lo devi allestire e pagare dei dipendenti. Non è pensabile farci credere che la licenza multipla sia un’agevolazione”.

IL CORTEO MOTORIZZATO, POI FINO DAL SINDACO. Il corteo di protesta motorizzato, scortato da auto e moto della polizia municipale, è già passato davanti alla sede della Regione Emilia Romagna, per poi dirigersi in piazza VIII Agosto. Da lì la manifestazione prosegue a piedi verso Piazza Maggiore. Duecentocinquanta è il numero di auto concordato con la Questura, ma le vetture incolonnate potrebbero essere anche di più. Diverse sono quelle rimaste parcheggiate al Parco Nord. Prima della partenza sono stati intonati slogan, in particolare dalla rappresentativa 'fiorentina', come 'La licenza non si tocca'. Fino alle 22, anche a Bologna, come in altre città, non ci saranno taxi in circolazione, tranne che per i trasporti da e per gli ospedali e per i disabili.

RIFORMA. Non ci sentiamo soli e non ci vogliamo spaccare, stiamo attendendo molte altre auto da Firenze, Trento, Udine, che hanno voluto esserci accanto oggi. Siamo pronti a discuterne, non vogliamo apparire come dei rivoltosi, ma è necessaria una concertazione. Non escludiamo una riforma, preferiamo questa parola a liberalizzazione, ma che sia graduale e concordata. Non si può ridurre alla fame i lavoratori per decreto. L’imposizione da spazio solo a risposte viscerali, non siamo un’orda, come ci definisce certa stampa e neanche un elite”.

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CORO DI CLACSON DAVANTI ALLA REGIONE. Un insistito suono di centinaia di clacson. E' il segnale lanciato dalla protesta dei taxi a Bologna, rivolto alla sede della Regione Emilia-Romagna. Nel capoluogo emiliano si sono radunate le auto bianche provenienti da cinque regioni. Hanno dato vita ad una marcia dalla periferia al centro, tagliando la parte nord della città. Il lungo e lento serpentone era partito da Parco Nord, ha girato intorno al quartiere fieristico, poi ha imboccato viale Europa, occupando le due corsie della sede stradale in direzione del centro. Poi è passato da viale Aldo Moro, dove appunto c'é la sede della Regione guidata da Vasco Errani. Davanti alle strade che incrociano il percorso del corteo, agenti della polizia municipale hanno bloccato il traffico, tra le proteste degli automobilisti bolognesi.
 

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