Controllo della sosta e parcheggi, Tper assume altri 19 accertatori

Il manager ne ha parlato oggi in Comune, durante una commissione convocata per fare il punto della situazione dopo l'assegnazione del servizio avvenuta in estate

Sulle strade di Bologna arrivano altri 19 accertatori della sosta, che praticamente rinforzeranno di un terzo il personale finora messo in campo da Tper. I nuovi operatori "lunedì sono entrati in aula per il corso in vista della nomina che consente di svolgere la funzione di accertatore", riferisce Fabio Garavina, responsabile sosta dell'azienda: con 65 persone già a disposizione, "c'è un incremento di organico vicino al 30%" e "riteniamo sia quello che serve per poter svolgere normalmente l'attività e centrare gli obiettivi" previsti dall'affidamento.

Il manager ne ha parlato oggi in Comune, durante una commissione convocata per fare il punto della situazione dopo l'assegnazione del servizio avvenuta in estate, con la conferma di Tper. Con le assunzioni "è abbastanza fisiologico- spiega Garavina- che si intervenga in questo momento", cioè a gara conclusa e quindi solo una volta avuta la certezza del nuovo affidamento: a quel punto, "neanche abbiamo aspettato la firma del contratto di servizio e siamo partiti con la selezione pubblica", raccogliendo "centinaia di domande" e procedendo poi con "tempi abbastanza rapidi".

Inoltre, Garavini informa che "sono in programma investimenti" per innovare le condizioni di lavoro ed ottenere una "rivoluzione positiva": ad esempio, saranno sostituiti i terminali con cui lavorano gli accertatori e si cercherà di inserire anche nuove modalità all'insegna della "intelligenza artificiale", puntando magari su riconoscimento vocale e nuovi sistemi di lettura delle targhe. Questo anche per "rendere l'attività meno ripetitiva e con un ventaglio maggiore di strumenti", aggiunge il dirigente.

Sull'organico "non siamo ancora soddisfattissimi ma si è messa una pezza. Gli scioperi sono serviti", commenta Gianni Cremonini dell'Usb, tornando poi a criticare l'azienda di essere "disponibile a parlare con alcuni sindacati sì e altri no". Inoltre, Cremonini riferisce di alcune "voci" secondo cui la gara per il trasporto pubblico potrebbe slittare rispetto al termine del 2020: cioè lo stesso anno in cui si è deciso di far scadere il nuovo affidamento della sosta, così da poter poi procedere con un'assegnazione unica dei due servizi.

L'ipotesi dello slittamento per il trasporto pubblico, aggiunge Cremonini, viene accreditata dal fatto che ancora "non si è mossa foglia" sulle trattative che dovranno precedere la gara, in particolare per definire le clausole sociali. Ma se slittamento sarà, allora "qualcuno deve rassicurarci sul fatto che verrà rinviata anche la gara dalla sosta", sottolinea Cremonini, perché "i due settori hanno senso solo se lavorano insieme".

Per ora ci sono sì le nuove assunzioni "ma non certezze sul fatto che queste aiuteranno a risolvere tutti i problemi che hanno dato corso alle vertenze" del recente passato, dichiara Alessandra Cuozzo per l'Sgb, sollevando poi il tema del (vecchio) car sharing di Tper: con i nuovi servizi in campo, "è diventato obsoleto perché ha regole molto rigide, quindi vorremmo sapere se andrà a morire e che fine faranno i lavoratori oggi impiegati su quell'attività".

Salvatore Amato (Ugl), invece, rileva "sicure criticità sull'accertamento esteso", rispetto al quale nel nuovo contratto di affidamento "non ci sono riferimenti", perché si parla solo delle strisce blu, bianche e gialle. Però "gli accertatori svolgono un lavoro su tutto il Codice della strada", segnala Amato, facendo l'esempio dei controlli Scout. In realtà queste attività "sono inserite in un altro contratto- replica Garavina- e sono altrettanto tracciate.

Non c'è alcun problema di copertura assicurativa, di sicurezza o di tutela del lavoratore". Il manager, poi, nega che ci sia un tema di "strozzatura della rappresentanza sindacale": come azienda "applichiamo le regole che presidiano il fatto che gli interlocutori siano effettivamente rappresentantivi", dunque "se non ci rapportiamo con le sigle dalla settima in su non è per trascuratezza o per non garantire diritti, ma perché riteniamo non siano rappresentative dal punto di vista dei criteri stabiliti dal diritto del lavoro italiano".

Per quanto riguarda il car sharing, ma lo stesso vale anche per il bike sharing, la possibilità di modificare o interrompere il servizio era già prevista nel contratto e "possiamo tranquilizzare chi teme ci possano essere ripercussioni negative per i dipendenti. Non c'è nessun problema, un gruppo di 1.800 dipendenti non farebbe questioni su servizi di cui si occupano quattro o cinque persone".

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Sul destino del car e bike sharing di Tper "stiamo ragionando", afferma Tommaso Bonino di Srm. E sugli affidamenti, "per il momento Srm ha pubblicato il preavviso che precede la pubblicazione del bando e l'oggetto è l'affidamento del Tpl e dei servizi correlati della sosta", dunque c'è un "pieno recepimento" della volontà di gara unica. Se poi dovesse esserci uno slittamento su uno dei due servizi a quel punto si potrà comunque "valutare un accodamento anche dell'altro". (Pam/ Dire)

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