Risvegli amari in via del Pratello, i residenti: "Chiediamo solo una piccola ordinanza"

Inutili gli incontri con l'amministrazione pubblica: "La sensazione è quella di essere abbandonati. Qualche promessa, poi tutto come prima"

Non ci sono solo Piazza Verdi e via Petroni (di un paio di notti fa la polemica sollevata dal mancato intervento della Polizia documentato da Giuseppe Sisti di Assopetroni) le problematiche relative al mancato rispetto delle regole e al superamento di alcuni limiti da parte dei gestori dei locali vengono a galla a fasi intermittenti anche da via del Pratello: "Ci dicono che se viviamo in via del Pratello lo dobbiamo sapere - spiega un residente della parte alta della strada -  ma è un discorso che non regge: intanto alcuni di noi qui ci sono nati e poi le buone regole devono valere ovunque". 

La domenica mattina il risveglio è amaro, scendendo per portare a spasso il cane, fare la spesa o comprare il giornale sono tanti i resti che fanno ricordare la notte passata in bianco per la musica, gli schiamazzi e il fracasso dei vetri che si rompono (e che bucano le gomme delle biciclette). Non fanno rumore invece tutti gli altri rifiuti, organici e non, che fanno da tappeto. Già lo scorso marzo i comitati Al Crusel e i residenti di Piazza San Francesco si erano fatti sentire dopo l'emissione dell'ordinanza anti-alcol, che secondo loro favoriva i locali a discapito dei negozietti

"Ci sentiamo trascurati dall'amministrazione pubblica. Tanti esposti, tante promesse che poi nessuno mantiene, assessori compresi - si lamenta uno degli abitanti della zona calda, quella nei pressi di via Pietralata - anche se poi non è che si chiedano dei miracoli, noi siamo anche tolleranti, ma la 'pecora nera' che non rispetta le regole c'è e vorremmo che si intervenisse proprio su quel punto, non sui gestori che fanno tutto come si deve". 

La 'pecora nera' come la chiamano i residenti di via del Pratello sarebbe un locale che fa anche musica dal vivo (spesso a porte chiuse) e che a detta dei cittadini intervistati è già stato sanzionato molte volte sia per sforamento dell'orario che per i decibel: "Non è un locale, ma un centro sociale in pratica. Anche alla nostra festa del 25 aprile è stato l'unico a dare problemi: tutti gli altri chiudono all'una e loro no. Verbali, giorni di sospensione, accuse di concorrenza sleale...eppure a loro va bene pagare le multe e continuare, che tanto il guadagno è alto e conviene più così". 

"Abbiamo mandato all'assessore Matteo Lepore anche alcuni video che testimoniano il caos notturno oltre l'orario stabilito, ma per il momento non è cambiato nulla. Quello che chiadiamo è una piccola ordinanza, così come è stato fatto altrove, e avevamo anche dato il via a una raccolta di firme". 

I residenti vigliono però essere completamente onesti e parlare bene dei gestori che secondo loro si comportano in modo impeccabile rispettando quel sensatissimo 'Se bisbigli non sbagli', o meglio, facendolo rispettare ai loro avventori: "Voglio citare il caso del Mutenye: il titolare quando sente che i clienti alzano la voce li prega con cortesia di abbassare il tono per non disturbare il riposo degli altri. Una piccola cosa che fa la differenza". 

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