Regionali, il candidato Volt Baldazzi: "Siamo con Bonaccini e per una politica meno urlata"

L'INTERVISTA. "Abbiamo messo insieme una bella squadra di candidati, quasi tutti professionisti under 35 alla loro prima esperienza politica, con i quali abbiamo condiviso gli ultimi 9 mesi di preparazione della campagna vera e propria"

Gillo Baldazzi

Volt Emilia Romagna, il movimento europeo, ambientalista e progressista, che ha scelto di sostenere Stefano Bonaccini alle elezioni regionali del 26 gennaio 2020. "È un grande risultato" ha detto Gillo Baldazzi, capolista a Bologna e a Reggio Emilia "abbiamo trovato molto consenso ed apprezzamento durante questa fase pre elettorale ed è un buon segnale per le urne". 

Regionali: i riisultati del sondaggio

L'intervista a Gillo Baldazzi: 

Intanto una presentazione del candidato: chi è, età, professione, esperienze politiche.

"Mi chiamo Gillo Baldazzi, ho 35 anni e Bologna è la città in cui sono nato e cresciuto e che amo appassionatamente. Dopo il liceo ho lavorato per due anni in giro per il mondo come assistente di volo, ho poi deciso che volevo perseguire un percorso di studi e mi sono laureato prima in finanza ed in seguito in international management con una tesi sulla responsabilità sociale di impresa.

Sono un consulente di strategia aziendale specializzato in strategia digitale ed e-Commerce: aiuto piccole e grandi imprese a posizionarsi con successo sul web. Ho una grande passione per tutto ciò che vola, dagli aerei agli aquiloni, sono un paracadutista sportivo con oltre 1200 lanci all’attivo.

Sono sempre stato un attento osservatore della scena politica italiana ed internazionale ma non ho mai avuto velleità od intenzione di avere un percorso politico, riservando le mie idee a conversazioni sul tema a pochi intimi. Nel Novembre 2017 tuttavia, testimone di un’europa che si andava ridefinendo senza il Regno Unito ed un’italia in mano ai populismi ho deciso che non potevo più stare a guardare e che se nessuno si occupava del mio futuro e quello della mia generazione, forse avrei dovuto farlo io.

Ho così accettato l’invito a partecipare alla creazione di Volt Europa e nel luglio 2018 insieme all’attuale presidente Federica Vinci e al neonato team bolognese ho organizzato l’assemblea fondativa di volt Italia a Bologna. Da allora è stata una corsa senza fiato per la costruzione dei gruppi emiliano-romagnoli e la crescita in italia. Dopo essere stato coordinatore del team Bolognese e averlo fatto crescere fino a 60 persone, ho coordinato il team nazionale di espansione territoriale disegnando la strategia di crescita.

Avendo ascoltato migliaia di cittadini negli ultimi 2 anni mi sono convinto che, insieme al partito emiliano-romagnolo, era importante battersi per lo sviluppo ed il futuro della mia regione".

"Senza slogan urlati né eccessive critiche all’amministrazione attuale, il desiderio di Volt è quello di dare voce «ai cittadini con cui abbiamo interagito nei precedenti due anni»: ci spiega meglio?

"Volt è un partito e movimento Europeo ed Europea è la sua dimensione, essendo presente in tutti i paesi dell'unione. Riteniamo tuttavia uno sviluppo territoriale come indispensabile, è per questo che abbiamo dedicato gli ultimi 2 anni ad organizzarci e strutturarci sul territorio.

Per ricollegare noi cittadini alle istituzioni, attraverso la partecipazione democratica, la presenza territoriale è la base per un’azione politica, amministrativa e civica continua e non sono concentrata nel periodo elettorale.

Una delle attività cardine di questo processo di ricostruzione del tessuto di fiducia tra il partito e i cittadini è l'ascolto: in questi due anni abbiamo ascoltato i cittadini nel porta a porta (spesso senza parlare del partito ma chiedendo loro cosa funzionava e cosa no), abbiamo creato altri momenti di dialogo strutturato e unito le esigenze che abbiamo raccolto alle nostre proposte.

La politica prima di offrire soluzioni deve saper ascoltare e questo vale anche per le opinioni altrui, da qui la richiesta di una politica meno urlata, ma non per questo meno determinata".

Parole chiave della vostra campagna elettorale?

"Una parola chiave: FUTURO. Attorno a questa gravitano le proposte che stiamo presentando: il tema ambientale, degli scenari del mondo del lavoro in continua evoluzione e della tenuta della struttura sociale nel suo complesso (welfare, sanità, equità sociale)".

Le priorità della regione dal 27 gennaio in poi?

"L'avanzamento a passo rapido, dei lavori sui temi sopra citati.

La messa in sicurezza per le generazioni future dell’ambiente in cui viviamo con progetti che vadano oltre il tempo di un mandato: questo comprende ad esempio la gestione del dissesto idrogeologico e affrontare il tema dell’inquinamento ambientale che ha un lato sanitario essendo la Val Padana una delle regioni più inquinate d’Europa.

Fondamentale poi la creazione di un ecosistema favorevole allo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali legate alle tecnologie emergenti come Intelligenza Artificiale, BigData, BlockChain che debbono avvenire ORA.

I due temi si incrociano ad esempio nella nostra proposta di incentivare la trasformazione della motor valley in e-motor valley".

Come vede gli altri candidati?

"Sono davvero fortunato ad essere circondato da persone eccezionali all’interno di Volt, abbiamo messo insieme una bella squadra di candidati, quasi tutti professionisti under 35 alla loro prima esperienza politica, con i quali abbiamo condiviso gli ultimi 9 mesi di preparazione della campagna vera e propria. Esperienze di vita differenti e data l’età media molto bassa dei candidati ancora spesso in evoluzione, tutte però legate da un grande entusiasmo e dall’urgenza di dare il proprio contributo alla società. Per quanto riguarda le altre liste, credo che ci siano poche novità nel panorama regionale. Purtroppo ho visto pochi giovani e al di là di alcune eccellenze, spiace che troppe poche persone abbiano avuto esperienze lavorative e di vita fuori dall’Italia, non si tratta di esterofilia ma di un arricchimento di esperienze e punti di vista che ha un effetto notevole sull’attività di amministrazione".

Che voto da al welfare regionale?

"E’ indubbio che il welfare regionale sia un’eccellenza, questo non significa tuttavia accontentarsi o che tutti gli aspetti meritino un voto 10. Abbiamo elaborato proposte precise ad esempio per la razionalizzazione delle liste di attesa o per l’ambiziosa proposta di affiancare al medico di base la figura dello psicologo di base. La nostre proposte come tutti i punti programmatici nascono dall’analisi delle problematiche specifiche, basti pensare che una delle voci principali di spesa farmacologica è costituita da psicofarmaci e antidepressivi".

Secondo lei (visto anche il dato delle precedenti regionali) queste elezioni saranno partecipate?

"Credo che saranno molto partecipate. Nel 2014 abbiamo raggiunto un record negativo di affluenza per le regionali. Quest’anno visto il grande risalto mediatico e politico a livello nazionale che è stato dato a queste elezioni in Emilia-Romagna, immagino che tante persone decideranno di andare a votare per dire la loro sulla visione che hanno del futuro di questa regione. Se ciò non dovesse accadere, sarà la dimostrazione che uno degli obiettivi di Volt, ricollegare istituzioni e cittadini nel processo democratico, è ancora più urgente".

A chi dei suoi competitor farebbe un sincero in bocca al lupo?

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"Vedo il ruolo di Consigliere Regionale non come un eventuale successo personale, mi sento piuttosto di fare un in bocca al lupo ai cittadini elettori perchè abbiano amministratori all’altezza del compito che li aspetta".

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