Bugani 'smonta' la giunta: "Il passante una follia. Via Irnerio un girone dantesco"

INTERVISTA. Il capogruppo del M5S e consigliere comunale sui temi caldi della città: "La crisi continua a mordere e non vedo a tutt'oggi un serio piano di emergenza casa. L'assessore Priolo deve agire con massima urgenza"

Massimo Bugani risponde ad alcune domande sui temi caldi della città a quattro mesi dalla rielezione di Virginio Merola e dalla messa in campo della nuova giunta: ancora una volta al centro del dibattito politico (ma anche cittadino) ci sono: il traffico e la viabilità, il tema della sicurezza e il passante di mezzo. Inevitabile chiedere al consigliere comunale grillino che tipo di opposizione farà a Palazzo d'Accursio, un'indicazione di voto sul referendum e un commento sul caso Pizzarotti. 

Passante di mezzo e dagli incontri pubblici: secondo lei come finirà e come verranno gestiti gli espropri dei terreni e degli immobili che rientrano nell'area del progetto? Anche lei come alcuni cittadini pensa che gli incontri pubblici siano stati solo una mossa di facciata?

"Il passante di mezzo, ovvero l'allargamento della tangenziale, è una follia assoluta nel 2016. In Europa i comuni e le regioni che vogliono velocizzare i trasporti e la mobilità per rendere il proprio territorio più competitivo investono ormai da molti anni sul trasporto pubblico e in particolare sulla ferrovia. La città metropolitana bolognese gode già oggi di una rete ferroviaria molto ramificata che comprende stazioni in tutti i comuni più importanti e molte strategiche fermate anche dentro il comune di Bologna (stazione, aeroporto, ospedale Maggiore, ospedale Sant'Orsola, fiera, Caab/Fico).

Un serio investimento in questa direzione, abbinato allo sviluppo della fibra ottica su tutto il territorio metropolitano potrebbero portare una consistente riduzione di traffico sulla nostra tangenziale e un incredibile miglioramento dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico. Ma di certo le cooperative e la società Autostrade sarebbero meno contenti. Visti i finti incontri partecipati nei quartieri è evidente che è già tutto deciso e che l'amministrazione comunale, regione e governo, si infileranno in questa follia da 650 mln di euro (diventeranno molti di più a fine lavori) per amore di servilismo ai veri poteri cittadini e creando infiniti disagi alla città".      

Un altro tema caldo e discusso: il piano del traffico, che si incastra per esempio anche con la preoccupazione degli autisti Tper, i quali lamentano malagestione soprattutto per il nodo Irnerio. Come valuta la nomina e i primi interventi dell'assessore Priolo?             

"Con i Tdays hanno reso infernale la circolazione e la vita in via irnerio. Residenti, commercianti, autisti di Bus e taxi impazziscono ogni sabato in via Irnerio. L'assessore Priolo non deve dirci quali sono le sue intenzioni, l'assessore Priolo deve agire con massima urgenza. O si apre Rizzoli/Ugo Bassi (come chiedevamo noi in campagna elettorale) al passaggio dei bus e dei taxi anche al sabato, oppure via Irnerio resterà un girone dantesco. Non ci sono altre strade così larghe e fatte apposta per il trasporto. Rizzoli/ugo bassi è un asse strategico e fondamentale di tutta la mobilità bolognese. Via Farini non può essere un'alternativa, così come non lo possono essere i viali perchè troppo distanti dal centro".      

Sgombero De Maria e welfare: i problemi pare persistano tali e quali a mesi/anni fa...quali gli ostacoli a una buona gestione del piano casa?

"Dall'amministrazione continuano a ripeterci che a Bologna non esiste un problema di emergenza casa, ma da diversi anni ormai parliamo di più di 1000 sfratti all'anno per morosità incolpevole. La crisi continua a mordere e non vedo a tutt'oggi un serio piano di emergenza casa. O investiamo risorse ed energie su questo o presto ne saremo travolti. Per quanto riguarda gli sgomberi degli immobili abusivamente e illegalmente occupati, io non tollero che si cerchino soluzioni per le famiglie in difficoltà il giorno dello sgombero. Quello è l'esempio lampante del fallimento dell'amministrazione. Se persone disperate e con diritto alla casa finiscono in un'occupazione significa che il nostro welfare non funziona. Se poi queste persone le lasciamo per due anni in un immobile occupato, fregandocene completamente, in attesa che la proprietà richieda un intervento di sgombero alle forze dell'ordine, allora il nostro sindaco si dovrebbe proprio nascondere sotto alla scrivania. Ogni volta che vediamo le forze dell'ordine costrette ad eseguire uno sgombero forzato, dobbiamo essere tutti consapevoli che a monte c'è un vuoto della politica".                       

Sicurezza: hai seguito la vicenda del chiosco in Montagnola e dei comitati di via Petroni tornati alla carica?

"La montagnola è uno dei tanti luoghi della città abbandonato a se stesso. In queste zone lo spaccio e il degrado prendono il sopravvento. Per combattere questi fenomeni prima della repressione c'è bisogno dell'amore per quei luoghi, bisogna prendersene cura. Prendersene cura significa riempire quegli spazi, organizzare eventi culturali e sportivi, presidiare il territorio. Lasciare una sola baracchina in montagnola è una follia. Lo ripeto ossessivamente ormai da 6 anni, ma vedo che nessuno mi ascolta. Montagnola, Bolognina, zona univeristaria, ecc., hanno bisogno di eventi culturali. Molto bene il nuovo progetto su via Zamboni, spero rappresenti solo il primo passettino in questa direzione".                       

Ordini del giorno, progetti, battaglie...su cosa state lavorando?

"La mia collega Elena Foresti sta facendo (completamente oscurata dai media locali) un lavoro fantastico di censimento e vigilanza sulle condizioni delle scuole bolognesi. Sembra una piccola Zorro, dove passa lei in perlustrazione lascia il segno e il giorno dopo il suo arrivo iniziano lavori di manutenzione in tutte le scuole che visita. Crepe nei muri, presenza di barriere architettoniche, mancanza di certificazioni e termosifoni spenti sono all'ordine del giorno. Su questi temi c'è molto da fare, siamo molto indietro a livello nazionale e comunale.

L'altra mia collega Dora Palumbo ha scoperto che il cantiere del People Mover sta andando avanti da una anno senza VIA (valutazione d'impatto ambientale), un documento fondamentale per poter eseguire i lavori. In più oggi sappiamo che per 5 persone che hanno siglato gli accordi alla base del People Mover sono state richieste condanne pesanti e diversi anni di carcere dal PM. Io darò battaglia fino all'ultimo perchè il people mover venga fermato, parliamo di 130 mln di euro buttati nel cesso per un trabiccolo anacronistico e non concorrenziale. Se non sarà fermato prima, sarà fermato un anno dopo la sua inaugurazione a causa degli enormi costi di manutenzione e della sua mancanza di competitività. Non vorrei vedermi costretto a ripetere fra due anni "Io ve l'avevo detto", così come già è accaduto per il CIVIS nel mandato precedente. Sarebbe molto triste".                                              

Come sta il M5S? Un commento sulla vicenda Pizzarotti?                 

"Pizzarotti? Ora che è uscito dal M5S è un uomo costantemente felice e sorridente. Non capisco davvero perchè in questi anni abbia negato a se stesso questa serenità".

Ha qualcosa da dire a proposito referendum del 4 dicembre?

"Al referendum è un dovere di ogni cittadino informato votare NO. Chi ha a cuore il concetto di democrazia deve votare NO. Sono già state annullate per mano di Renzi le democratiche elezioni in provincia, ora lui tenta di annullare anche le democratiche elezioni in Senato e di avere alla Camera il 70% delle persone nominate dai partiti. Un passettino alla volta, un centimetro alla volta, Renzi tenta di togliere spazio al confronto e alla democrazia.  Sceglierà il suo presidente della Repubblica, sceglierà la sua corte costituzionale, sceglierà i membri del suo partito. La democrazia non la si perde mai all'improvviso, da un momento all'altro, bensì passa sempre da lunghi periodi in cui si cede un centimetro alla volta, un centimetro dopo l'altro.

Il M5S sta vivendo una terza fase di maturazione e di crescita. Prima siamo entrati nelle istituzioni, incanalando la rabbia e i sogni di milioni di cittadini, poi abbiamo conosciuto la complessità della politica e della crescita rapidissima del nostro Movimento, ora sentiamo sulle spalle la responsabilità di costruire un Governo del Paese forte e qualitativo, in grado di farci uscire dalle sabbie mobili in cui ci hanno cacciato decenni di affaristi ed imbroglioni. Tutto questo ovviamente crea un'enorme pressione attorno al movimento".

Ha sentito Grillo di recente?

"Sì. Sta bene e sta mettendo anima e corpo nel M5S".

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