Climate change, quali politiche a sostegno di un’ “economia dell’adattamento”?

Le politiche per il clima sono una priorità: costituiscono una leva importante rispetto alle voci fondamentali dell'agenda di governo: occupazione, sviluppo e green economy

La recente Strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici, insieme alla nuova programmazione comunitaria 2014-2020, chiede alle amministrazioni territoriali di implementare delle misure per la gestione degli impatti dei cambiamenti climatici. La Strategia fa emergere, inoltre,  la necessità di investire in reti e in infrastrutture smart a cui si dovrà anche aggiungere una maggiore resilienza dei rischi finanziari e climatici.

Intraprendere un percorso verso l’elaborazione di possibili strategie attuative e finanziarie per l’adattamento ai cambiamenti climatici è oggi prioritario, soprattutto perché permette al nostro Governo di attuare, sulla scia dell’Europa, la strategia nazionale (SNAC).
L’adattamento, e in generale le politiche per il clima, sono infatti una leva importante rispetto alle priorità del nostro governo: occupazione, sviluppo e green economy.

Quali sono le priorità per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici?
Il nascente network “Il clima cambia la città”, presentato lo scorso 20 settembre a Padova, nell’ambito dell’Assemblea Nazionale delle Agende 21 Locali Italiane, propone l’attivazione di una struttura di coordinamento, in particolare in vista dell’iniziativa europea “Covenant of Mayor’s dell’adattamento”, che possa mettere in rete il konw how e le buone pratiche italiane già sistematizzate nelle banche dati esistenti (Coordinamento A21L, Kyoto Club, ISPRA, ICCG, IUAV) con l’obiettivo di dare un contributo a un eventuale e futuro portale che possa fare capo al MATTM.

Il network, inoltre, propone di rafforzare la consultazione online sulla Strategia nazionale, la cui uscita è prevista nei prossimi giorni, con un percorso di incontri dedicati per le amministrazioni territoriali come le aree metropolitane, i comuni, le regioni e le province. E contemporaneamente si propone l’attivazione di un percorso di formazione e sensibilizzazione delle città italiane, grazie alle competenze presenti in Italia e attive nei progetti finanziati dalla Commissione europea come ACT, BLUE AP – Bologna città resiliente, GAIA, ESEMBLE, UHI, RAMSES, solo per citarne alcuni.

Fondamentale sarà poi attivare anche dei riconoscimenti il cui obiettivo è premiare le città che hanno già avviato dei percorsi virtuosi di costruzione della resilienza e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso l’approvazione di PAES (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile) e di Piani di Adattamento.
“Dobbiamo imparare a fare i conti con la cultura del rischio”, ha dichiarato Mario Doria, Sindaco di Genova, in un’intervista rilasciata lo scorso anno (fonte: La Repubblica, 11 novembre 2012). Marco Cardinaletti (Eurocube srl) ha aggiunto che dobbiamo farlo cercando di aumentare la capacità di “adattamento” dei nostri territori, attraverso il contenimento degli impatti e la riduzione delle vulnerabilità. Queste sono per Cardinaletti i concetti su cui lavorare nel prossimo futuro per ridurre il rischio e costruire “città resilienti”, ovvero “capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, mantenendo attive le proprie funzioni vitali”.

È questo anche l’obiettivo del Comune di Bologna che mira a costruire una città resiliente  grazie al progetto BLUE AP (LIFE 11 ENV/IT/119) con cui il capoluogo emiliano predisporrà un Piano di adattamento coinvolgendo cittadini e stakeholder del proprio territorio di riferimento.
 “Il Comune di Bologna su questi temi è impegnato da anni e ha raggiunto diversi traguardi anche grazie alla partecipazione a progetti europei che hanno consentito di acquisire competenze e scambiare know how”, ha spiegato Patrizia Gabellini, assessore all’ambiente del Comune di Bologna. “In questo momento il Comune sta redigendo il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, con un importante progetto europeo: BLUE AP. Questa attività si lega anche ad azioni di tipo ordinario, come la gestione dell’acqua, su cui il Comune si sta impegnando a pieno, insieme alla Regione Emilia Romagna e con gli enti preposti alla gestione, affinché si possa governare al meglio la distribuzione della preziosa risorsa idrica”, ha concluso la Gabellini.

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