'Ndrangheta, processo 'Aemilia': si chiude il primo atto, condanne per 280 anni

71 gli imputati portati alla sbarra dai pubblici ministeri Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. Pena quasi dimezzata per Nicolino Grande Aracri, boss della 'ndrina di Cutro, 8 anni e 8 mesi alla consulente ia bolognese con studio in via Santo Stefano, Roberta Tattini

Si chiude il primo atto di"Aemilia", il primo maxi-processo per 'ndrangheta nella regione. Il Gup Francesco Zavaglia ha  comminato pene per quasi 280 anni. 71 gli imputati giudicati con il rito abbreviato portati alla sbarra dai pubblici ministeri Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. 

Pena quasi dimezzata, rispetto alle richieste dei magistrati anti-mafia per Nicolino Grande Aracri, boss della 'ndrina di Cutro (KR), condannato a sei anni e otto mesi invece dei 12 richiesti. 

8 anni e 8 mesi di condanna per la consulente bancaria e finanziaria bolognese con studio in via Santo Stefano, Roberta Tattini, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa, poichè si sarebbe messa "a completa disposizione" di uno degli affiliati al clan "fornendo consulenza e opera professionale per gli affari" gestiti dal gruppo criminale.

OPERAZIONE AEMILIA. 300 faldoni, anni di indagini dell'antimafia e della Procura di Bologna per arrivare all'arresto di oltre 100 persone, tra esponenti di cosche, giornalisti, politici e imprenditori che avrebbero fatto affari con le cosche calabresi di Cutro e con la famiglia Grande Aracri.

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE. Come provato dalle intercettazioni telefoniche, la consulente Tattini aveva ricevuto una visita di Nicolino Grande Aracri, il 'boss, il numero uno, il sanguinario'. Lo racconta al telefono: Nicolino si recò nel suo studio in compagnia di sua moglie e sua figlia. "Lu non va da nessuna parte, anche per una questione di sicurezza, lo devi vedere come un grande onore ... è venuto per dirmi ok, di andare avanti...". (ASCOLTA L'INTERCETTAZIONE) In una seconda intercettazione, parlava con il padre: "Domani lo portano giù perchè ha una riunione con il capo famiglia... è il numero due della Calabria, della 'Ndrangheta - dice sempre parlando di Grande Aracri - però è un imprenditore, comanda tutta Reggio, rappresentano 140 aziende, non lavorano con la droga, sono diversi, però lo sgarro a loro non si fa... Lui mi ha detto che non ci sono problemi, quando lui mi dice così io sono tranquilla... E' una cosa semplice babbo... La commissione casualmente non sarà di Bologna, sarà... di Roma - e conclude - oh ragazzuoli funziona così eh!" (ASCOLTA L'INTERCETTAZIONE)

RISARCIMENTI. Per la Regione Emilia-Romagna una provvisionale di 600.000 euro, anche se (i costi sostenuti per far svolgere il processo in Emilia-Romagna ammontano a oltre un milione, mentre per le Camere del lavoro di Modena e Reggio Emilia la cifra  è di 10.000 euro l'una, e 15.000 vanno alla Cgil regionale

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