Faac, protesta dei lavoratori davanti al Tribunale: 'Lavoro e futuro non devono essere oggetto di contesa'

Oggi circa 200 dipendenti hanno deciso di scioperare ritrovandosi davanti al tribunale dove si stava tenendo l'ennesima udienza relativa al sequestro della multinazionale. I parenti: 'I dirigenti seminano zizzania'

Foto S. Adinolfi

Sono arrivati questa mattina davanti al Tribunale di Bologna i dipendenti Faac per chiedere chiarezza e tutele: "Azienda leader bloccata da una contesa ereditaria", si legge nel volantino diffuso.

Secondo i lavoratori la Faac sarebbe stata "arrestata nel 2013 non per la crisi, ma per una battaglia leg1897954_10201577353655438_1018184351_n-4ale che non ci riguarda. Il nostro lavoro e il nostro futuro non devono essere oggetto di contesa", riferendosi al sequestro dell'azienda e alla saga sul lascito alla Curia del defunto Michelangelo Manini impugnato dai parenti.

Oggi i circa 200 dipendenti hanno deciso di scioperare ritrovandosi in tribunale dove si stava tenendo l'ennesima udienza relativa al sequestro della multinazionale, un “reclamo” contro la nomina del Cutode Giudiziario.

UDIENZA. L’avvocato Rosa Maura che difende, Carlo Rimondi e Mariangela Manini, rispettivamente zio e nipote di Michelangelo, avrebbe stigmatizzato la forte pressione anche mediatica che si stava svolgendo sotto le finestre dell’aula. La sentenza sulla conferma del sequestro non arriverà prima del 15 marzo

Mariangela Manini e Carlo Rimodi hanno dichiarato: “invece di invitare le maestranze di Faac alla calma e compostezza anche in questo momento aziendale difficile, i dirigenti seminano zizzania urlando ai quattro venti di presunti congelamenti, blocchi e impossibile sviluppo e possibili crisi. Chiaramente non è così; l’azienda è forte, i dipenditi sono professionisti seri e competenti. Noi siamo  i primi a volere che la Faac sia prospera e solida. Chi semina vento raccoglierà tempesta e molto danno arrecano alla Faac coloro che portano i dipenditi sotto le finestre di un tribunale per svolgere un’ indebita pressioni- quasi un’intimidazione! -  sui giudici ch  decideranno secondo la legge e non secondo la volontà della piazza. I lavoratori Faac affermano in un  loro comunicato di “volere Chiarezza”. Ci domandiamo a chi è rivolta la richiesta: chi meglio di un giudice può assicurare chiarezza?”

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