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Riapre l'hub di via Mattei, presidio in Prefettura: "Non voglio andarci, se vado perdo il lavoro"

Usb e Adl Cobas in piazza Roosevelt per chiedere chiarimenti sulla gestione di operatori e migranti

 

Un presidio davanti alla Prefettura affianco ai migranti che saranno trasferiti in via Mattei - dove è stato riaperto l'ex hub, ora centro di accoglienza straordinaria - e per conoscere il destino dei lavoratori e delle lavoratrici occupati nei servizi dell'accoglienza diffusa che, dopo il decreto Salvini sull'immigrazione, hanno visto peggiorare sempre di più le proprie condizioni di lavoro.

Ad oggi, i lavoratori direttamente coinvolti sono circa 25, ma le stime dei sindacati sono maggiori: su 700 operatori della provincia, almeno la metà rischia di perdere il lavoro. 

"In questi giorni è stata aggiudicata una gara per negoziazione diretta con gli attuali gestori dei Cas nel territorio alle tariffe del decreto Salvini - afferma Fabio Perretta di Usb - cosa che finora si era evitata con la disertazione dei bandi da parte delle cooperative. Chiederemo anche questo: sulla base di quali tariffe sono state aggiudicate queste gare? Il fatto che i migranti rifiutino di trasferirsi, poi, significa perdere diritti?".

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I primi a essere trasferiti, come affermato qualche giorno fa dalla prefetta di Bologna, Patrizia Impresa, saranno appunto quelli che escono dai centri dove non è stato rinnovato il contratto. Poi il centro ospiterà gradualmente 200 persone.

Riapertura via Mattei

Lo scorso 30 ottobre si è chiuso il bando della Prefettura per la gestione che è stata aggiudicata alla coop sociale L'Arcolaio (la stessa che gestiva la struttura in precedenza). 

"La recente notizia della riapertura immediata dell'ex Hub come grande Cas - scrivono Usb e Adl Cobas - a discapito delle pratiche di accoglienza diffusa, non fa chiarezza sulle modalità e sulle tempistiche con le quali verrà portata avanti questa operazione. La nota resa pubblica dalla Prefettura in data 28 ottobre si limita a comunicare che l'affidamento del Centro Mattei va dal periodo compreso tra il primo novembre scorso e la fine di ottobre 2020".

"La riapertura dell'ex Hub non risponde al bisogno di garantire condizioni migliori e percorsi di integrazione ai richiedenti asilo e ai rifugiati, già accolti in altre strutture di accoglienza presenti sul territorio bolognese, ma piuttosto a quello di ribadire ancora una volta, come accaduto a Giugno, che le vite dei e delle migranti non hanno nessuna dignità", continuano.

il prossimo 14 novembre è convocato un tavolo metropolitano dove sul tema dell'accoglienza e delle problematiche occupazionali e del lavoro. 

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