Mafie, Tizian: "Il nostro un territorio caldo e Bologna lo ha sottovalutato"

Appalti, droga, riciclaggio, bische gestite da ndranghetisti e casalesi a 15 km dalle Torri. Malavita radicata, opprime anche l'informazione. Merola: "Qui la mafia in situazioni buone per scopi cattivi"

L’infiltrazione mafiosa nel nostro territorio è ormai diventata consapevolezza e lo dimostrano le iniziative che Bologna e istituzioni locali stanno dedicando al problema.
Ne hanno discusso ieri Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione, il sindaco Virginio Merola, il Procuratore aggiunto di Modena Lucia Musti, Gerardo Bombonato e Alberto Spampinato, rispettivamente Presidente dell’ODG regionale e fondatore di Ossigeno per l’Informazione alla “Manifestazione nazionale di solidarietà con i giornalisti anti-mafia” tenutasi presso la Sala Farnese di Palazzo D’Accursio. Testimone diretto Giovanni Tizian, cronista della Gazzetta di Modena, sotto scorta dal 22 dicembre scorso per le sue inchieste sulla mafia in Emilia-Romagna e la pubblicazione del Libro “Gotica” (ed. Round Robin) che racconta come la criminalità organizzata abbia ormai attraversato la linea.
Nessuna sottovalutazione per Virginio Merola che ringrazia anche la stampa per l’impegno: “Il nostro territorio ha la capacità di reagire. Siamo interessati a tutte le iniziative, soprattutto quelle della base, poiché in fatto di mafia per noi non c’è un nord e un sud". "E’ essenziale - ha continuato Merola - sia l’attività istituzionale che quella dei cittadini. Qui la mafia si infiltra in situazioni buone per scopi cattivi. E’ importante oggi  tenere alta la guardia”. Bologna in concreto reagisce. Abbiamo firmato un protocollo per il controllo degli appalti e contro il lavoro nero. A Bologna sta nascendo un osservatorio per la legalità ed è sede di un’agenzia di Libera. "

“In Emilia Romagna si spara poco, ma si ricicla molto anche nei piccoli centri” ha confermato la vicepresidente regionale Simonetta Saliera che ha illustrato progetti di formazione e legalità per 2 milioni di euro, ma è il Procuratore Lucia Musti, già alla Direzione Nazionale Antimafia di Bologna, a tracciare il quadro: “Quando sono arrivata qui nel 2003, ho trovato un ufficio insensibile e a Parma il Prefetto ha attaccato Saviano perché aveva scritto di collusioni con la mafia in città. Invece, li abbiamo trovati dappertutto e lavorano dappertutto”. La Musti conferma la chiusura a Bologna di bische gestite da 20 anni da ndranghetisti crotonesi e la presenza di casalesi a 15 km dal centro.Ma la Direzione distrettuale di Bologna è stata anche la madre del processo Cosentino bis, grazie all’intercettazione di una telefonata tra il deputato e i casalesi insediati nella regione, mentre il capo stesso dei casalesi Michele Zagaria, arrestato a dicembre, è stato intercettato in treno di ritorno da Modena, dove era andato a controllare i suoi affari”.

Bologna Today a colloquio con Giovanni Tizian.
“Sono commosso dalla tanta solidarietà ricevuta, ma vorrei che fosse tradotta in azioni concrete” così esordisce Giovanni Tizian. “Il nostro è un territorio caldo e Bologna lo ha sottovalutato poiché qui buono e cattivo si mischiano sin dagli anni ‘70” avverte. ”L’Emilia Romagna compare spesso nelle intercettazioni, ma vi è stata bassa consapevolezza. Parlano le carte giudiziarie: autotrasporti, gioco d’azzardo, rifiuti, subappalti”. Non trascura l’affaire San Marino Tizian: “Si cerca di combattere l’evasione, ma non dimentichiamo che un paradiso fiscale è su questo territorio e accetta denaro da evasori e dal narcotraffico”. E’ di pochi giorni fa l’annuncio del Ministro Annamaria Cancellieri della Direzione Investigativa Antimafia nella nostra Regione, a seguito di un’interrogazione all’assemblea regionale.
Dunque in queste zone la mafia è silenziosa, è stata sottovalutata?
Proprio perché non c’è violenza la situazione è più invisibile e crea meno allarme sociale.
Dopo anni di precariato, ti hanno fatto un contratto.
Il Gruppo Espresso mi ha offerto un contratto anche per tutelare la mia persona.
Visto che sei sotto scorta, ti manca andare in cerca di notizie “sulla strada”?
Per quanto è possibile lo faccio ancora, anche se è un po’ più complicato, ma voglio e spero di continuare a farlo.
Ti hanno già paragonato ad un secondo Saviano?
Non credo e spero che non lo facciano. Sono situazioni diverse, Saviano ha una scorta molto più pesante.
 
GIORNALISTI MINACCIATI IN EMILIA ROMAGNA. In Emilia Romagna le minacce non sono iniziate con Giovanni Tizian, ma negli ultimi due anni si sono registrati almeno altri 4 casi: lettere minatorie inviate alla redazione di Bologna de Il Resto del Carlino a Michele Santoro e Marco Travaglio, scritte minacciose contro Lirio Abbate, inviato de L’Epresso, minacce di morte contro David Oddone, cronista di Rimini che lavora per un quotidiano di San Marino, Nicola Bianchi e Daniele Predieri di Ferrara per gli articoli sulla morte di Federico Aldrovandi.

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