Prostituzione, "lucciole" minacciate e sfruttate: due fratelli in arresto

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Di questo dovranno rispondere due fratelli albanesi. L'indagine scaturisce dalla denuncia di alcune prostitute, rimaste vittime di aggressione e rapina mentre erano in strada

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Di questo dovranno rispondere due fratelli albanesi -un 26enne e un 30enne, residenti a Bologna - ai quali i carabinieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare. Il provvedimento, emesso dal dott. Bruno Perla, GIP presso il Tribunale Ordinario di Bologna, scaturisce dalla richiesta avanzata dal dott. Domenico Ambrosino, PM presso la procura della Repubblica di Bologna, sulla base delle indagini avviate e concluse dai Carabinieri di Borgo Panigale.

L’attività investigativa era stata avviata nel 2014 a seguito di una serie di denunce che l’Arma aveva raccolto da giovani prostitute che dicevano di essere state aggredite e rapinate nei pressi di Viale Palmiro Togliatti durante la loro attività in strada. Tra le vittime, vi erano tre ragazze che avevano attirato l’attenzione degli inquirenti, non solo per il modus operandi con cui avevano subito il reato, che faceva pensare a una faida scoppiata per il controllo esclusivo della prostituzione sulla zona ma, soprattutto, perché avevano dichiarato di abitare in compagnia dei loro fidanzati all’interno di un appartamento di Bologna situato in una traversa di via Emilia Ponente, a due passi dal Fiume Reno. Una coincidenza insolita che aveva portato i militari a scoprire che si trattava di due fratelli albanesi, noti alle forze dell’ordine per i loro precedenti di polizia per reati contro la persona.

Le successive indagini avviate nei confronti dei due soggetti si sono intensificate fino a quando non sono sfociate nelle richieste di custodia cautelare avanzate dalla Procura della Repubblica. Nell’ordinanza del GIP si legge che i due indagati hanno favorito e sfruttato la prostituzione delle tre ragazze accompagnandole sul luogo di 'lavoro' e costringendole, anche con la minaccia, a consegnare il denaro guadagnato durante i rapporti sessuali consumati con i clienti.

L’arresto dei due fratelli è stato eseguito sabato notte e nella circostanza un altro soggetto , un 25enne albanese domiciliato a Bologna, è finito in manette con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane è stato arrestato perché durante le fasi di cattura dei due criminali, che si erano momentaneamente trasferiti in casa sua, è stato colto in flagranza di reato mentre spacciava due dosi di cocaina a un 30enne italiano. Il 25enne, tradotto ieri mattina nelle aule giudiziarie del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida, è stato condannato a quattro mesi e venti giorni di reclusione e al pagamento di una multa di 800 euro, con sospensione della pena. I due fratelli, invece, sono stati associati nel carcere della Dozza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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