Bus gratis per pendolari treno, Legambiente: 'C'è chi paga di più, siano estesi'

'Paradossalmente chi risiede nelle città limitrofe ai capoluoghi rischia di pagare di più'

L'abbonamento unico treno-bus per i pendolari dell'Emilia-Romagna va esteso. Perché, per assurdo, chi abita più vicino alle città capoluogo, finisce per pagare di più rispetto a chi vive nei centri più lontani.

A denunciare, ancora una volta, la stortura del sistema è Legambiente che attraverso il suo circolo Pianura nord di Bologna torna alla carica, scrivendo una lettera aperta all'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, e per conoscenza anche al sindaco di Castel Maggiore, Belinda Gottardi.

Il problema è presto detto: dall'1 settembre la Regione ha previsto la gratuità sui bus urbani nelle 13 città principali dell'Emilia-Romagna per chi possiede un abbonamento ferroviario annuale o mensile con percorrenza sopra i 10 chilometri.

Trasporti, per i pendolari bus gratis con abbonamento del treno

Questo significa che, per chi vive nella fascia più vicina alle città, la gratuità non vale. E così capita che i residenti di Castel Maggiore, Comune alle porte di Bologna, paghino in un anno 560 euro per i due abbonamenti, uno al treno e l'altro all'autobus urbano del capoluogo. Chi vive a San Pietro in Casale, nella bassa bolognese, spende invece 421 euro avendo per l'appunto il bus gratuito. Un problema che il circolo bolognese di Legambiente segnala per l'area metropolitana ma che, ragionevolmente, riguarda anche altre province dell'Emilia-Romagna.

"Pur consapevoli della necessità di evitare la cannibalizzazione di altre offerte di servizio per la stessa fascia di utenza- afferma Legambiente- la nostra associazione ha chiesto che la misura adottata sia estesa anche a tutti i Comuni entro i 10 chilometri dai capoluoghi, per evitare di creare un'anomalia tariffaria".

Il circolo bolognese di Legambiente aveva già segnalato nei mesi scorsi al Comune di Castel Maggiore "quello che ci era parso da subito un trattamento iniquo nei confronti di cittadini che sembrano avere il torto di non abitare a Bologna, ma neanche a distanza sufficiente da essa".

Gli ambientalisti si dicono in ogni caso "convinti che l'amministrazione di Castel Maggiore abbia sensibilizzato i livelli amministrativi superiori competenti, al fine di rimuovere un'incongruenza che sembra più adatta ad essere collocata in un libro di Kafka piuttosto che in un piano tariffario, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposte positive e confessiamo che iniziamo ad essere preoccupati, anche alla luce dell'acceso dibattito sulle limitazioni al traffico contenute nel Piano regionale dell'aria".

Da qui la decisione di Legambiente di "scrivere una lettera aperta" a Donini. "Siamo sicuri che a breve anche i cittadini di Castel Maggiore potranno fruire della misura introdotta, che giustamente vuole contribuire a sostenere e incrementare il trasporto collettivo su ferro e gomma". (San/ Dire) 

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