A Bologna l'osservatorio per le professioni del futuro

Si tratta di un’indagine, economica e sociale, sull’andamento del lavoro e delle professioni a Bologna, che diventerà un osservatorio permanente annuale

L’industria 4.0 ha rivoluzionato il mondo del lavoro, si sa. Ma quali sono gli effetti nello specifico? Quali profili saranno più richiesti? Cosa accadrà al mercato del lavoro di Bologna e provincia?

A queste domande proverà a dare risposta la ricerca condotta dall’Istituto Cattaneo “Il Lavoro del Futuro”. Si tratta di un’indagine, economica e sociale, sull’andamento del lavoro e delle professioni a Bologna, che diventerà un osservatorio permanente annuale. 

Il Comune, per sostenere il progetto, ha sottoscritto un protocollo di intesa con l'Istituto: l’obiettivo è avere una conoscenza della realtà locale così da poter studiare strategie e contromosse.

La ricerca indagherà la direzione che il sistema delle imprese bolognesi sta prendendo, ma anche se e come il mondo della formazione si sta adattando ai nuovi orizzonti. Tra gli obiettivi c'è anche quello di individuare quali competenze e professioni troveranno ancora impiego nel futuro e quali scompariranno, quali nuove abilità' saranno richieste e quali settori si svilupperanno.

Il primo resoconto sarà pubblicato in autunno, ma fino ad allora gli step progressivi della ricerca saranno disponibili sulla app di Gellify, partner del progetto assieme Bonfiglioli Riduttori, Marchesini, Coesia, Poggipollini, FederManager Emilia Romagna e Fondazione Golinelli.

“Vogliamo capire come sta andando il lavoro a Bologna in relazione al cambiamento tecnologico, in particolare nell'industria, quindi, quali competenze saranno richieste e quali offre il sistema scolastico. Vogliamo capire come la digitalizzazione modifica il mercato del lavoro, senza guardare a questo con timore, ma come un'opportunita'", spiega il presidente dell'Istituto Cattaneo, Piergiorgio Ardeni.

“L’obiettivo è avere un'indagine aggiornata sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, anche per capire come supportare i lavoratori in difficoltà in questo contesto, quelli a basso contenuto di conoscenza. IL punto è porsi le domande giusto per non arrivare tardi", avverte l'assessore al Lavoro del Comune di Bologna Marco Lombardo.

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