Presidio lavoratori Magneti Marelli: “La Costituzione torni in fabbrica!”

Cgil e Fiom hanno mobilitato i lavoratori di via del Timavo in attesa della manifestazione di Roma. Malcontento anche per aver "vietato" il quotidiano L'Unità all'interno della fabbrica

Un presidio di circa due ore fuori dai cancelli della Magneti Marelli di Bologna, in via del Timavo,  per “Riportare la Costituzione in fabbrica” alla luce della recente decisione del gruppo Fiat di escludere dalla bacheca dell'azienda bolognese il quotidiano L'Unità. Il presidio, iniziato verso mezzogiorno, è stato l'occasione per ribadire le posizioni del sindacato nei confronti della Fiat e del suo amministratore delegato, Sergio Marchionne e per invitare i lavoratori a partecipare alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla Fiom venerdì prossimo. Fiom della Marelli di Crevalcore commenta: "Noi siamo qui, tremanti di freddo ma non di paura rispetto ai ricatti e all'autoritarismo di Marchionne".

MOBILITAZIONE CGIL FIOM. A mobilitare i lavoratori è stata la Cgil con la Fiom, estromessa dalla rappresentanza sindacale dalle scelte del Lingotto. Sotto un tendone bianco posto proprio davanti ai cancelli della fabbrica in via del Timavo si sono alternati, tra gli altri, esponenti della Cgil, come il segretario regionale Vincenzo Colla, Giorgio Airaudo della segreteria nazionale della Fiom, responsabile del settore auto, il direttore de L'Unità, Claudio Sardo.

MARCHIONNE CHE SI SMENTISCE PER FIOM. Per Giorgio Airaudo della Fiom nazionale e responsabile del settore auto "Oggi a Ginevra Marchionne smentisce se stesso. Fa salire la tensione e io credo che lo faccia per intimidire il Governo, questo paese, la sua classe dirigente. Sta dicendo a chi governa questo paese - ha aggiunto - Se mi date il pretesto io me ne vado ed e' colpa vostra".

IL PRESIDIO BOLOGNESE. Parlando al presidio organizzato fuori dai cancelli della Magneti Marelli, Airaudo ha osservato "é proprio questa intimidazione cui dobbiamo rispondere. Il ministro Fornero si sta rendendo un po' patetica: Marchionne lo può chiamare al telefono quando vuole. Quello che chiediamo è che il Governo convochi un tavolo, che chieda alla Fiat cosa vuole fare. Chiediamo - ha aggiunto ancora - che il Governo non si faccia intimidire da questa strategia della tensione".
 

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