90 lavoratori interinali senza paga e contributi, azienda di servizi nel mirino del Comune: "Così non si fa"

Nei guai sono finite anche le aziende che si sono servite del servizio. Il punto in una commissione consiliare con gli ispettori del lavoro

Il Comune di Bologna si schiera a fianco dell'Ispettorato del lavoro e si dice pronto ad andare fino in fondo sul caso di una nota cooperativa nazionale di lavoro interinale, attiva anche in città, accusata di somministrare personale a basso costo evadendo la contribuzione obbligatoria.

90 è il numero delle denunce di lavoratori che non si sono visti corrispondere tredicesima, Tfr o parte dei contributi. In totale 43 sono invece le aziende bolognesi (soprattutto nella ristorazione e nel commercio), che si sono avvalse come clienti dei servizi offerti dalla società finita nel mirino dell'ispettorato del lavoro nazionale.

Alla società "sono stati contestati numerosi illeciti penali, amministrativi e recuperi contributivi per circa 30 milioni di euro", aveva messo nero su bianco nel 2018 il ministero del Lavoro. "Non è questa la sede per accertare le responsabilità penali, ma per fare ragionamenti sull'importanza di un lavoro corretto", dice l'assessore al Lavoro, Marco Lombardo, durante l'udienza conoscitiva di stamani in commissione a Palazzo D'Accursio.

Alla commissione è presente il numero uno dell'Ispettorato del lavoro, Alessandro Millo, ma anche gli avvocati della cooperativa chiamata in causa. "Non esistono società in questo territorio che possono considerarsi intoccabili", ribadisce l'assessore comunale e aggiunge: "Nel caso in cui sia accertato e verificato tutto, questo sarebbe contrario al modello di impresa che vogliamo nel territorio".

Gli fa eco il dem Raffaele Persiano, "questi atteggiamenti non sono concessi a nessuno", per cui "lascio 'aperta' la commissione in attesa di aggiornamenti, vogliamo andare fino in fondo". In provincia di Bologna sono almeno sette le società collegate a quella oggetto delle denunce. 

Lavoro interinale sottocosto, anche le aziende colpite

Anche le aziende che si sono avvalse dei servizi di lavoro a prezzi stracciati "si trovano ben presto sanzionate e costrette a pagare di tasca loro le retribuzioni e i contributi non versati a favore dei lavoratori irregolarmente utilizzati, oltre che esposte al facile ricorso dei lavoratori stessi per essere regolarmente assunti", spiega Millo.

Per i lavoratori invece il problema è riuscire a vedersi garantite delle tutele sindacali. "E' difficile per i lavoratori associarsi data la differenza di lavori, situazioni e magari contratti", chiarisce Carmelo Massari (Uil), "dopo le prime vertenze abbiamo preso contatto con un po' di lavoratori ma c'è un'oggettiva difficoltà nel tutelarli".

Bisognerà aspettare processi e sentenze per vedere l'epilogo della storia. "Ci sarà un grappolo di cause con i vari Ispettorati di provincia mentre a Roma, dove M&G ha la sede legale, ci sarà la causa penale", analizza Millo e conclude: "Qui a Bologna ci sarà la prima, importantissima, perché influenzerà  poi l'esito di tutte le altre". (Luc/ Dire)

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