Licenziamenti in Fiera: 123 lavoratori in esubero, via a procedura di mobilità

Sindacati sul piede di guerra. Fisascat rimarca che occorre un'assunzione di responsabilità da parte di chi ha gestito BolognaFiere, compresi i soci pubblici e privati. UIL: "lavoratori pagano l'insipienza della politica"; Sgb: "Colpevole silenzio in campagna elettorale'

Arriva la conferma di 123 esuberi tra i lavoratori della Fiera di Bologna. Questo dopo che "in tempi non sospetti i lavoratori di BolognaFiere, insieme alle- organizzazioni sindacali- si legge in una nota Fisascat-Cisl - avevano, tramite una lettera aperta ai soci, lanciato un allarme rispetto alla gestione dell'allora dirigenza e chiesto l'apertura di un confronto sul futuro". Era il maggio 2015 "e da allora, nel più totale diniego di confronto da parte di soci pubblici e privati, i lavoratori hanno continuato ad assistere a giochetti politici- scrive il sindacato- rimpalli di responsabilità, proclami e minacce, sempre e solo a mezzo stampa". Infatti, "invece di un confronto serio, teso a creare risposte economiche e di programmazione che si facessero promotrici delle eccellenze che il territorio può sviluppare- continua la Fisascat- ci si è trovati a parlare, a mezzo stampa, di esuberi".

Ora si apprende "che ci sarebbero buchi di bilancio, che la situazione sarebbe insostenibile e che in questi anni non si è fatto abbastanza, ma non si dice come si intenda rimediare. A questo punto- è l'appello della sigla di categoria- la Fisascat rimarca che occorre un'assunzione di responsabilità da parte di chi ha gestito BolognaFiere, compresi i soci pubblici e privati, e che i lavoratori non possono, sempre e solo, pagare i prezzi degli errori di gestione". 

"TEMA SURPLUS PERSONALE C'È". Il presidente della Fondazione Carisbo, Leone Sibani, di fatto, sosterrà l'operazione sul personale annunciata dal presidente della Fiera di Bologna, Franco Boni, se dovesse rivelarsi necessaria a tenere in equilibrio la società di via Michelino. "E' difficile poter dire che non si fa una riorganizzazione perchè comporta una riduzione del personale", dice Sibani a margine della presentazione del bilancio 2015 della Fondazione, che della Fiera è uno dei soci privati. Sugli esuberi "la prima decisione deve essere presa dal consiglio di amministrazione" dell'expo. Certo, ragiona Sibani, riflettendo sui raffronti fatti dallo stesso Boni tra i quartieri di Parma e Bologna (57 dipendenti a fronte di 40 milioni di fatturato, 247 lavoratori contro 65 milioni di entrate), "bisogna chiedersi se questi elementi sono compatibili o se c'è qualcosa che stona: oggi sulla base delle attività che si svolgono si può pensare ci sia un eccesso di personale". Naturalmente, Sibani prende la questione con le dovute precauzioni, vista la delicatezza del tema: "Dovremmo avere gli elementi per poter ragionare. Si tratta di ridurre la forza lavoro in Fiera in una realtà come la nostra", che ha vissuto numerose situazioni di crisi aziendale.

'LAVORATORI PAGANO INSIPIENZA DELLA POLITICA' . "E' una vergogna. Ancora una volta i lavoratori pagano l'insipienza della politica. Ma chi l'ha detto che debbano essere sempre e soli i lavoratori a dover pagare in prima persona, in termini di licenziamento o cassa integrazione, l'incapacità di manager nominati dalla politica o, peggio ancora, dagli amici degli amici nella più becera logica del do ut des?". La Uil dell'Emilia-Romagna e Bologna reagisce così dopo aver ricevuto la comunicazione di avvio della mobilità per 123 dipendenti: "Ben oltre il 50% di chi, in tutti questi anni, si è speso per la Fiera di Bologna". S'arrabbia dunque il segretario della Uil Emilia-Romagna e Bologna, Giuliano Zignani: prima della campagna elettorale, il suo sindacato aveva chiesto al presidente della Regione Stefano Bonaccini e al sindaco uscente di Bologna Virginio Merola, un incontro "per avere un quadro chiaro sullo stato dell'arte della nostra Fiera. Silenzio. Una non risposta al pari delle tante emerse durante questa ''vuota'' campagna elettorale. Mai in questi mesi o settimane si è parlato del futuro della nostra Fiera. Men che meno siamo stati convocati. Ora, a ballottaggio archiviato, la sorpresa". Verrebbe da dire "a pensare male qualche volte ci si azzecca. E qui di male da pensare ce ne è a iosa. Peccato- dice Zignani- che la politica abbia fatto i suoi giochini sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie". C'è spazio anche per una ultima considerazione, "molto amara. Il patto per il lavoro e il patto per la Città metropolitana, siglati in pompa magna, prevedono espressamente che a fronte dell'avvio di una procedura di mobilità di un'azienda, le parti sociali siano coinvolte. Bene la Fiera è un'impresa per di più in mano pubblica. A voi le conclusioni".

'ERA NELL'ARIA, COLPEVOLE SILENZION IN CAMPAGNA ELETTORALE'. Il sindacato di base Sgb, a fronte degli esuberi, parla di "atto gravissimo che era nell'aria da qualche settimana e che si è colpevolmente taciuto. In campagna elettorale Merola annunciava che il Comune era uno dei pochi soci disposti ad investire nel rilancio del quartiere fieristico bolognese mentre in verità erano già pronti i licenziamenti e complice di questo silenzio bugiardo la cgil che ha addirittura attaccato pubblicamente i politici che avevano giustamente reso noto ciò che bolliva in pentola". Alla fine è stato solo un "teatrino sulla pelle di quei lavoratori che oggi vengono buttati in mezzo ad una strada e di quelli a cui si prospetta un taglio di stipendio e delle condizioni di lavoro nel suo complesso". Anche per Sgb non è giusto che a pagare la crisi della Fiera siano i dipendenti, "gli unici che hanno garantito, in questi anni, un servizio di qualità nonostante le evidenti carenze strutturali e la mancanza di un vero piano di sviluppo". Inoltre, "non è certo riducendo il costo del loro lavoro, creando altra disoccupazione e precarieta'' che si cureranno i mali della Fiera".

"MA NON ABBANDONEREMO 120 LAVORATORI; INCONTRO IN SETTIMANA". "Credo sia un passaggio necessario per il rilancio della nostra fiera, ma non è un rilancio che passerà sulla disoccupazione di quei lavoratori". Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, parla degli esuberi in fiera, con 123 lavoratori a rischio licenziamento. "E' necessario che si proceda- spiega Merola- perchè come in altre fiere è necessario procedere con le esternalizzazioni e ottimizzare il sistema fieristico". Questo, sostiene il sindaco, "non significa assolutamente abbandonare questi lavoratori al loro destino, ma fare un processo che si eèreso necessario. Ho sentito Franco Boni, in settimana ci vedremo e affronteremo direttamente questo argomento".
(agenzia Dire)

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