Case Acer agli stranieri, nomi e cognomi in rete: bufera su Bignami e Lisei

Tra polemiche, raccolte firme e indignazione, il filmato è stato eliminato da diversi portali

"Ringrazio chi mi ha attaccato in queste ore, compresi certi giornalisti, porto rispetto per loro e per la categoria e perchè comunque, consapevoli o meno, mi hanno aiutato a far sapere che a Bologna il 60% delle case popolari va a chi non è italiano, determinando tanti messaggi di sostegno". Così il deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami dopo il "giro", insieme al consigliere comunale Marco Lisei, sempre in quota al partito di Giorgia Meloni, tra i palazzi Acer della Bolognina, mostrando in video campanelli, nomi e cognomi dei residenti. Il filmato pubblicato su Facebook e che aveva fatto il giro della rete, sembra essere scomparso da diversi siti e dal profilo dell'onorevole, ne esiste invece una versione ridotta su twitter.

“Ci diranno che stiamo violando la privacy  ma non ce ne frega assolutamente nulla, perché se stai in un alloggio popolare e c’è il tuo nome sul campanello bisogna che ti metta nell’ottica che poi qualcuno può andare a vedere”, dice Bignami in video, quindi consapevole della bagarre che avrebbe scatenato "colpa di leggi e norme sbagliate che vanno cambiate e non certo selezionando sulla base del colore della pelle, come sempre qualche giornale e giornalista ha cercato di farmi dire.
Le cambieremo, quelle norme e regole, approvandone col consenso popolare di nuove e più eque, più trasparenti e condivise" ha aggiunto su Facebook.

Mentre il sindaco Virginio Merola aveva dichiarato che a Bologna gli alloggi vengono assegnati "in base al reddito, non al colore della pelle", per iniziativa dell'attivista PD Davide Di Noi, è partita la raccolta firme sulla piattaforma Chenge.org per chiedere le dimissioni di Bignami e Lisei per istigazione all’odio razziale.

"E’ successa una cosa gravissima. Ma stavolta hanno sottovalutato le conseguenze". E' il duro intervento della ex consigliera comunale e avvocata Cathy La Torre: "Sulle case e i negozi degli ebrei i nazisti affiggevano cartelli che potessero agevolarne il riconoscimento. Oggi il censimento della razza che “ruba” agli ariani si fa con telecamera e Facebook. Come a Bologna, dove Galeazzo Bignami, Parlamentare, e Marco Lisei, Consigliere Comunale entrambi di Fratelli d’Italia, hanno fatto un giro per le case popolari di Bologna, videocamera accesa, comunicando in diretta Facebook al popolo quali siano le case abitate da stranieri e dove trovarle".

La Torre, che ha inviato una segnalazione al Garante della Privacy per la violazione degli artt. 6, 13 e 35 del Reg. UE 2016/679, ricorda che i cittadini "che hanno subito violazione da parte dei due politici possono proporre personalmente un reclamo al Garante della Privacy" (link: https://www.garanteprivacy.it/home/modulistica-e-servizi-online/reclamo).

Anche il sottosegretario al Mise Alessia Morani annuncia la denuncia al Garante per la privacy:"Ho inviato al Garante per la Privacy la segnalazione per i gravissimi comportamenti del deputato di Fratelli d'Italia Galeazzi Bignami e del consigliere comunale Marco Lisei. Si tratta di violazione della privacy e incitamento all'odio razziale. Ora basta!", dice su twitter.

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