Schlein assessora in Regione: "Servirà coraggio per affrontare l'emergenza sociale e climatica"

L'INTERVISTA | Ribattezzata "lady preferenze" la neoeletta insiste sul valore del lavoro di squadra: "Anche in Regione lavoreremo in team, siamo in attesa che la giunta Bonaccini bis sia al completo"

Elly Schlein è la nuova vicepresidente dell'Emilia-Romagna. Dopo l'annuncio fatto da Stefano Bonaccini, che ha nominato intanto gli assessori Schlein, Mauro Felicori e Vincenzo Collal'ex europarlamentare ha ringraziato pubblicamente il presidente per la fiducia e per l'importante riconoscimento personale: "Stefano mi ha proposto il ruolo di Vicepresidente della nuova giunta regionale e ne sono davvero onoratissima. Lo ringrazio per aver scelto con coraggio di provare a costruire insieme un’innovazione politica e culturale: coniugare in modo nuovo e incisivo la lotta alle diseguaglianze che segnano la nostra società e la transizione ecologica, chiedendomi un impegno diretto sulle politiche sociali e sul coordinamento del Patto per il clima che abbiamo lanciato durante la campagna elettorale, con una forte vocazione europea e l’obiettivo di allineare le politiche regionali al raggiungimento dei nuovi obiettivi ONU per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030".

Elly Schlein "lady preferenze"

Come affronterà questa nuova sfida? Con quanto e quale senso di responsabilità? 

"Con grande senso di responsabilità e consapevolezza, vista l'importante tradizione della nostra regione e la solida struttura amministrativa che in questi anni ha fatto già un grande lavoro. La affronterò con grande spirito di squadra e attendiamo infatti che la nuova giunta sia completa per poter cominciare a collaborare con persone valide tanto quanto i colleghi nominati Felicori e Colla. Stefano Bonaccini ha scelto con coraggio di provare a costruire un'innovazione politica e mi ha chiesto di seguire le politiche sociali per ridurre le diseguaglianze e coordinare il lavoro relativo al patto per il clima, che ovviamente verrà scritto con tutte le parti".  

Che ruolo ha il coraggio? 

"Il coraggio è quello che chiediamo di ritrovare insieme, non è una virtù che ci autoattribuiamo. E' necessario per affrontare l'emergenza sociale e climatica, sarà un percorso condiviso. La consapevolezza che c'è una macchina solida e io metterò molto volentieri a disposizione le esperienze vissute fra Bruxelles e l'Italia".  

Il suo risultato elettorale ha avuto molta eco mediatica, anche sulla stampa internazionale: se lo aspettava?

"Non mi aspettavo un risultato così significativo e sono felice che sia la dimostrazione di un metodo vincente basato su uno sforzo collettivo. Non è un successo solo mio, anzi. In poche settimane di campagna elettorale abbiamo ottenuto un grande risultato anche grazie al metodo con il quale abbiamo costruito le liste e su 81 mila voti, circa 50 mila sono stati voti di preferenza: abbiamo chiesto alle persone di presentarsi e portare avanti le loro battaglie. Politicamente questo risalto mediatico sta ridando speranza ai tanti, soprattutto giovani, che si erano allontanati dalla politica: il messaggio è che i giochi non sono già fatti e che la politica non urlata riesce ad essere premiata. Mi ha fatto piacere sostenere Sandro Ruotolo per elezioni suppletive del Senato e a Napoli sentirmi fare i complimenti per le regionali e la richiesta di fare qualcosa di simile anche lì. Per ora non c'è in campo un progetto nazionale di Coraggiosa, ma una rete". 

Il famoso video in cui fa a Salvini la domanda scomoda sui negoziati di Dublino pensa che abbia influito sul risultato alle Regionali? 

"Sul piano della conoscibilità può avere un ruolo, ma non era certo quella la prima volta che rivolgevo questa domanda a Salvini e alla Lega. Lo feci al parlamento europeo, chiedendo conto di quelle 22 assenze prioprio quendo si discuteva del regolamento di Dublino e quindi di norme riguardanti l'immigrazione, tema tanto caro alla Lega. Anche in quella circostanza il video fece tantissime visualizzazione, circa un milione: numeri ai quali non ero abituata e dunque segno che il tema era interessante. Dopo due anni senza una risposta al mio quesito me lo sono trovato davanti e allora gliel'ho riproposta. Non so cosa abbia fatto in tutti quei secondi prima di tornare a non rispondere. Ma la risposta la deve all'Italia e non a me. A Salvini manca il coraggio di chiedere agli 'amici' nazionalisti come Orbán di condividere le responsabilità sull'asilo politico". 

Schlein vs Salvini, il VIDEO della "domanda scomoda"

Tanti temi, tante leggi...quanto si deve studiare per fare bene il politico? 

"Lo studio è una parte quotidiana del lavoro di chi intende la rappresentanza in modo serio. Essere tuttologi non serve, quando si deve esprimere una decisione che avrà delle conseguenze sulla vita di altre persone bisogna avere una conoscenza approfondita del tema in questione. I miei studi giuridici mi hanno dato un vantaggio enorme soprattutto sul negoziato UE e la riforma di Dublino". 

Essere una politica donna è più difficile? Ha avvertito delle differenze fra Bruxelles e l'Italia in questo senso? 

"Un problema di sessismo lo abbiamo in politica come nella società tutta. Le donne sono discriminate in molti ambiti della vita quotidiana e la sottorappresentanza nei luoghi dove si decide è un dato di fatto, sia per la politica che per l'economia. Nei cda delle grandi aziende quotate in borsa abbiamo solo il 4% di donne e sapendo che le donne sono un 50% della nostra società il problema è grosso come una casa. Vero però che si può fare tanto e per esempio nel consiglio del centrosinistra in Regione Emilia-Romagna si contano oggi più donne che uomini. Su questo tema lavoro da molto tempo insieme a tante compagne di battaglia. E' necessaro uno sguardo delle donne e non sulle donne, lottare contro gli stereotipi e la violenza, fare educazione alle differenze nelle scuole. Bisogna capire che la violenza di genere non nasce dal nulla, ma da un contesto culturale e che bisogna agire sulle differenze prima che diventino disuguaglianze.  

Per quanto riguarda le differenze fra l'Italia e il resto d'Europa noi siamo effettivamente un po' indietro, ma non siamo fra i paesi che hanno meno del 20% delle parlamentari elette per esempio". 

La preoccupazione per il clima che riempie le piazze: i Fridays for Future andranno avanti e faranno bene? 

"Spero che proseguano, sono una mobilitazione straordinaria che ha portato al centro la necessità di affrontare l'emergenza climatica, e che denuncia l'assenza della politica. Quando la politica si attiverà allora forse non ce ne sarà più bisogno, ma temo che ciò non accadrà così in fretta..." 

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