La tassa sulla plastica piomba nel dibattito per le elezioni

Voluta dal governo giallorosso, Bonaccini ha chiesto dei correttivi. Mentre Confindustria si lamenta slle possibili ricadute sulla produzione, Legambiente avvisa: 'Vuole voti ambientalisti? Bisogna scegliere di cambiare"

La tassa sulla plastica si piazza al centro del dibattito politco emiliano, all'indomani dell'approdo al Senato della manovra. A fare a voce grossa in queste ore è soprattutto Confindustria Emilia, che si schiera contro l'introduzione del balzello per chi produce polimeri plastici in diverse forme: colpiti potenzialmente dalla tassa di un euro al Kg prevista nella bozza saranno diversi prodotti, dal polistirolo ai tappi, dalle bottigliette di acqua fino al Tetrapak, la cui filiale italiana ha sede a Rubiera, nel reggiano. Un colpo verso il distretto del packaging emiliano che secondo il presidente degli industriali emiliani Valter Caiumi, colpirà "un comparto di eccellenza, quello della plastica, che è oggi messo in cattiva luce in maniera troppo semplicistica", con un rialzo stimato dagli stessi industriali nel 110 per cento del costo della materia prima.

Il governatore Bonaccini ha fatto già sapere che chiederà correttivi agli articoli contenuti in manovra, ipotesi già accolta dal ministro Gualtieri ma che si scontra con il parere opposto sia del Movimento 5 Stelle che di Legambiente. Sullo sfondo, le opposizioni di Lega e Fratelli D'Italia, contrari tout court al provvedimento.

Sulle modifiche chieste da Bonaccini per andare incontro agli industriali si contrappone invece Legambiente, che per mezzo del presidente regionale Lorenzo Frattini in una nota, fa notare al presidente uscente di essere spesso e troppo vicino ai desiderata del mondo produttivo, per poi osservare: "Penso che se uno intende prendere i voti di chi va nelle piazze per il clima dovrebbe avere una narrazione del futuro piuttosto diversa e molto chiara nelle priorità".

A sostenere le tasse sulla plastica è anche il M5S emiliano, per mezzo della consigliera Silvia Piccinini: "Diminuire drasticamente il consumo di plastica è un obiettivo che non può essere più rimandato". L'esponente pentastellata però riconosce che vanno rivisti gli incentivi alla riconversione e alla distribuzione, come il taglio dell'Irap per i negozi che vendono prodotti sfusi. E se alcuni aiuti "sono in parte già previsti all'interno della manovra di bilancio, chiederemo alla giunta di prevedere anche in quella regionale che verrà approvata a breve" osserva la grillina, ricordando però la scadenza al 2021 della direttiva europea che chiede lo stop alla plastica monouso, nel caso di alternative dsponibili.

E mentre dall'opposizione Borgonzoni si schiera contro la tassa sulla plastica, dal Pd è il segretario Paolo Calvano che propone ai colleghi di governo: "Perché allora non fare un bel 'plastic meeting', ovvero perché non mettere insieme chi in questi anni ha lavorato sul tema e ragionare sulle cose da fare".

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