Dibattito Renzi-Smuraglia, in migliaia alla Festa dell'Unità

Tutto esaurito, bloccati gli ingressi prima dell'inizio del confronto, e c'è chi si è dovuto accontentare del maxi schermo installato nella sala Nilde Jotti. Da fonti PD i presenti potrebbero essere oltre 4mila

Palanord gremito per il confronto tra il premier Matteo Renzi e il presidente dell'Associazione Partigiani Carlo Smuraglia, accolti da un'ovazione all'arrivo sul palco.

Tutto esaurito, bloccati gli ingressi prima dell'inizio del confronto, e c'è chi si è dovuto accontentare del maxi schermo installato nella sala Nilde Jotti. Da fonti PD i presenti potrebbero aggirarsi sui 4.000, mentre se ne attendeva la metà. Tanti i fazzoletti tricolore dell'ANPI e le bandiere del Pd, magliette del "fronte del sì" e cartelloni con scritto "a noi l'Italicum sta bene così". 

In prima fila il sindaco Virginio Merola, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il segretario del Pd di Bologna, Francesco Critelli, la presidente dell'Anpi regionale Anna Cocchi, il segretario PD regionale Paolo Calvano, e poi il senatore Sergio Lo Giudice, la vice-sindaco Milena Pillati e il responsabile economico del PD Filippo Taddei. Ieri sera è tornato nella sua città anche l'ex consigliere comunale Benedetto Zacchiroli, ora trasferitosi a Roma per lavorare al fianco di Matteo Renzi. 

A moderare l'incontro-scontro il giornalista Gad Lerner che ha subito avvertito la "temperatura" della platea, tanto da invitare pubblico e oratori a comportarsi "all'antica" senza schiamazzi e faziosità. Ma fischi e aperte manifestazioni di dissenso sono comunque arrivate nel corso della serata (GUARDA IL VIDEO).

"Ho accettato questo invito - ha detto Carlo Smuraglia perchè l'ho considerato come un'occasione per dare un esempio di civiltà" quindi, pur avendo visioni diverse è possibile "confrontarsi non con toni esasperati. Il referendum è il momento più' alto della democrazia e dobbiamo avere rispetto di questo momento", permettendo "al popolo di esprimersi con cognizione di causa". Il presidente Anpi ha poi voluto slegare la questione Governo da quella delle riforme: "Un Governo cade quando non ha più la fiducia del Parlamento, non per questo o quel referendum".

Matteo Renzi contesta anche dal palco della festa dell'Unità chi sostiene che la riforma costituzionale metterebbe a rischio la democrazia "è una presa in giro nei confronti degli italiani". Inevitabile dunque il passaggio sulla legge elettorale: "Il Governo non ha nel cassetto un nuovo progetto di legge elettorale" ma si rende disponibile a ridiscuterla: "Un po’ mi costa - ha detto - ritengo l'Italicum sia un'ottima legge, essendo copiata dalla legge dei sindaci", così si rivolge alle opposizioni: "Se avete proposte, noi ci siamo, ma non prendiamoci in giro: la riforma costituzionale riduce le poltrone, non gli spazi di democrazia" e aggiunge "on si può avere paura dei ballottaggi, perchè vuol dire avere paura degli elettori". 

In tutti i casi tra segnali di rispetto per il sì e per i no e scambi di cortesia e platea Anpi più agguerrita di quella del PD, la data del referendum, come ha fatto notare anche Gad Lerner, non è stata ancora fissata. 

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