Incendio Eni, fermato presunto attentatore

Attentati a Bologna: la Digos continua sulla pista anarco-insurrezionalista. Il nuovo fermo, scattato tra i frequentatori del circolo 'Fuoriluogo', potrebbe fare chiarezza sul raid messo a segno il 29 marzo scorso

E’ scattato il decreto di fermo nei confronti di un anarchico del circolo bolognese 'Fuoriluogo' per l'attentato alla sede Eni del mese scorso. Se si appurasse che l'indiziato è collegato al raid incendiario del 29 marzo, un tassello in più potrebbe essere aggiunto al quadro delle indagine sul caso che ha coinvolto la società di energia integrata, davanti i cui uffici hanno fatto esplodere tre ordigni e messo a fuoco una cabina del telefono.
La Digos lavora per far luce su tutti gli ultimi attentati che nell’ultimo periodo si sono succeduti a Bologna, in maniera analoga e a distanza ravvicinata l’uno dall’altra: dal caso Eni, all’incendio alla sede bolognese di Ibm, fino all’attentato alla sede di Unindustria.

L' INDAGINE - Nell’ambito dell’inchiesta antiterrotistica sono state effettuate una sessantina di perquisizioni ed emesse 12 misure cautelari a carico di anarchici: mercoledì mattina cinque persono sono finite agli arresti, mentre altre sette sono rimaste colpite da provvedimenti di obbligo o divieto di dimora. Misure, queste, emesse in base al ruolo rivestito in seno all’associazione 'Fuoriluogo'.

MOVIMENTO ANARCHICO -L’operazione è il frutto di un’articolata attività investigativa, svolta dalla Digos di Bologna insieme alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che ha acquisito elementi di responsabilità penale da parte dei militanti del circolo anarchico   "Fuoriluogo". Durante le indagini, infatti, è venuto fuori il quadro di un ’organizzazione interessata ad aggredire "antagonisti" politici e sociali come le forze di polizia, i centri di potere economico (banche ed altre aziende), gli esponenti di opposte formazioni politiche (Lega Nord), i simboli di politiche governative avversate (Cie).  Inoltre, è stato emanato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna nei confronti di un esponente anarchico, in relazione all'attentato perpetrato in danno della sede Eni di Bologna il 29 marzo scorso con l'utilizzo di quattro ordigni esplosivo-incendiari. 

IN TUTTA ITALIA - L'operazione della Polizia non riguarda solo Bologna. Sono ben 16 le città italiane coinvolte da controlli. In corso 60 perquisizioni nei confronti di 27 anarchici del "Fuoriluogo" e altri appartenenti ad ambienti anarchici nazionali risultati in collegamento con la compagine bolognese.
 

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