Violenza sessuale in centro, il fermato è un volto noto: scatenò serrata caccia all'uomo

Alla Dozza per l'aggressione a sfondo sessuale di domenica, il 31enne qualche anno fa aveva fatto scattare una serrata caccia all'uomo: con lo stesso modus operandi aveva molestato altre donne

CONFERENZA STAMPA E SOTTO LE DUE GALLERY DEL 2014: IDENTIKIT E DOPO IL FERMO DI ALLORA

E' un volto noto alle forze dell'ordine l'uomo finito alla Dozza ieri sera e ritenuto responsabile dell'aggressione a sfondo sessuale avvenuta nella prima mattina della scorsa domenica, in una traversa di via Castiglione, nel pieno centro di Bologna. Vittima una studentessa universitaria fuorisede, di 20 anni.

Si tratta di un 31 enne rumeno, T.C.R., che già nel 2014 era finito in manette, accusato di reati simili. Nella sua rete finirono altre donne, assalite con lo stesso modus operandi, affine anche al 'trattamento' riservato domenica alla giovane universitaria: l'inseguimento della vittima incrociata per strada, l'agguato nell'attimo in cui la vittima prescelta sta per aprire il portone di casa, quindi le molestie fisiche.

La violenza di domenica (LE IMMAGINI RIPRESE DALLE TELECAMERE)

"Coraggiosa e pronta nella reazione", così gli investigatori definiscono la studentessa aggredita domenica. Da quanto ricostruito, la vittima stava rincasando, intorno alle 5.30 del mattino. Ad un certo punto si è accorta di essere seguita da un uomo, e ha avuto il sospetto che mentre la tallonava si masturbasse. Da piazza Maggiore fino ai pressi di via Castiglione, la ragazza ha proceduto a passo spedito, finchè ha finalmente raggiunto il portone di casa. E' stato allora che l'inseguitore le si è avventato addosso, spingendola nell'androne e palpeggiandola. Lei, telefonino alla mano, impugnato probabilmente già lungo il tragitto per essere pronta a chiedere aiuto, lo ha colpito al volto e alla testa, ferendolo. E' riuscita infine a divincolarsi. Lui è fuggito.

(SOTTO ARRESTO IERI, VIDEO)

polizia-9-6

Le indagini e la difesa dell'uomo

Dopo la violenza, la 20enne è stata prima al pronto soccorso (almeno fisicamente non ha subito ferite gravi) poi in Questura, per denunciare l'accaduto. La Squadra mobile della Polizia ha attivato le indagini, analizzando le telecamere di sorveglianza installate lungo il tragitto effettuato dalla vittima. Le immagini hanno ripreso l'aggressore.
Non solo, nella colluttazione con la giovane, il molestatore era rimasto ferito e alcuni schizzi del suo sangue sono finiti sugli abiti della donna. Altro elemento d'aiuto alle indagini. Le "immagini acquisite e i riscontri oggettivi" hanno quindi condotto al 31enne, posto ieri sera in stato di fermo e condotto alla Dozza, dove si trova recluso.

Secondo quanto riferito dal dirigente della Squadra Mobile di Bologna - Luca Armeni - il 31enne durante l'interrogatorio ha ammesso le sue responsabilità e si è difeso - come già in passato - dicendo che quando fa abuso di alcol non riesce a mantenere il controllo, avvertendo "un istinto quasi irrefrenabile" che lo spinge ad agire così.

'Molestatore seriale', la caccia all'uomo

La ventenne sarebbe solo l'ultima vittima finita nella rete del rumeno, che dopo l'arresto in Danimarca del 2014 ha patteggiato la pena, e da circa un anno è tornato a Bologna.
Quattro anni fa, prima di arrivare a lui, le forze dell'odine avevano avviato una serrata caccia all'uomo, dopo aver raccolto più denunce di donne aggredite nel centro di Bologna. (QUI LA TESTIMONIANZA DI UNA DELLE VITTIME ). 

Pensare a piede libero colui che era stato bollato come "molestatore seriale" , aveva tenuto con il fiato sospeso il capoluogo emiliano. Si arrivò persino alle proposte di tappezzare la città con il suo identikit e ad una App comunale anti-aggressioni per far sentire al sicuro le cittadine. In tante infatti erano le donne che si erano improvvisamente sentite minacciate. Tante le telefonate giunte al 113 in quei giorni, ma quasi tutte giudicate inattendibili. Poi pian piano le denunce delle vittime arrivarono, insieme a prove preziose. Infine si giunse a lui, che - dopo aver ammesso le proprie responsabilità - chiese anche "perdono alle ragazze e alla città di Bologna". Lacrime di coccodrillo si direbbe, col senno di poi.


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