Colata di Idice, LegaCoop: 'Legittima tutela degli interessi, danno di immagine'

Così i componenti della presidenza LegaCoop dopo gli avvisi di fine indagine per 'indebita pressione e larvata minaccia nei confronti del sindaco di San Lazzaro' arrivati politici e amministratori

“Ribadiamo la nostra piena fiducia, totale vicinanza e condivisione dell’operato di Rita Ghedini e Simone Gamberini, presidente e direttore di Legacoop Bologna. Siamo certi della loro totale estraneità alle accuse mosse, ma siamo altresì sconcertati dalla sovraesposizione alla quale continuano ad essere sottoposti, solo per aver trasparentemente esercitato la loro funzione di rappresentanza". Lo scrivono in una nota i componenti della presidenza LegaCoop dopo i 7 avvisi di fine indagine per "indebita pressione e larvata minaccia nei confronti del sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti, al fine di condizionarla sulla decisione di bocciare un importante insediamento edilizio" ovvero la cosidetta 'Colata di Idice', che infine la prima cittadina decise di stoppare. 

Coinvolti politici e amministratori: oltre a Gamberini e Ghedini, Massimo Venturoli, legale rappresentante della Palazzi Srl, a Stefano Sermenghi, sindaco di Castenaso, all'ex sindaco di San Lazzaro Aldo Bacchiocchi, al presidente dei revisori del Comune Germano Camellini e al tesoriere del Pd di Bologna Carlo Castelli.

"Colpisce la reiterata narrazione da un solo punto di vista di questa vicenda: non c’è qualcuno contro qualche altro, c’è stata una legittima tutela di interessi di imprese che avevano aderito ad un programma promosso dallo stesso Comune che ha poi deciso di revocarlo. Sarebbero queste le minacce?" continua la nota "si tratta di una vicenda che non riguarda due singoli dirigenti dell’associazione, ma chiama in causa l’intera Legacoop Bologna, che sta subendo un danno d’immagine che non potrà essere ripagato da nessuna dichiarazione di estraneità ai reati contestati".

La presidenza confida quindi "che il fascicolo prenda la direzione dell’immediata chiusura, vista anche l’inconsistenza degli elementi probatori di cui apprendiamo dalla stampa. Ribadiamo per l’ennesima volta che il compito di un'associazione di rappresentanza è quello di accompagnare e sostenere le proprie associate nelle svolgimento delle proprie attività, promuovendone problemi ed istanze nel rapporto con le istituzioni politiche e con le forze sociali. Per Legacoop Bologna la rappresentanza continua ad essere un valore della democrazia”.

Dello stesso tenore la nota di Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna: "Dalle carte che accompagnano il fine indagine della Procura di Bologna si evidenzia una volta di più l'assoluta inconsistenza delle accuse rivolte alla presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini e al direttore Simone Gamberini che hanno svolto con correttezza e in maniera trasparente la loro funzione di rappresentanza delle imprese associate. Condivido pienamente la presa di posizione della presidenza di Legacoop Bologna e mi unisco alla richiesta di giungere al più presto alla chiusura di un'inchiesta che va avanti da mesi e riemerge a tratti e senza novità di rilievo provocando pesanti danni di immagine alla cooperazione e alle persone coinvolte". 

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