Coronavirus, aggiornamento Emilia-Romagna: 3622 (+429) positivi, altri 7 morti nel Bolognese

In provincia di Bologna 201 casi, di cui 90 nel circondario imolese; in totale 43 in più, di cui 18 a Imola e 25 a Bologna

In Emilia-Romagna il numero totale di casi positivi al coronavirus oggi sale a 3522, di cui oltre un terzo a casa. Rispetto all'ultimo dato di ieri, ce ne sono 429 in più. Lo dice in diretta Facebook il commissario Sergio Venturi per l'aggiornamento odierno sulla situazione in regione. Sono 85 invece le persone guarite e 62 i nuovi decessi. Mentre il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva passa a 197, 28 in più rispetto a ieri. 

nuovi decessi registrati riguardano 23 residenti in provincia di Piacenza, 17 in quella di Rimini, sette in quella di Parma, sette in quella di Bologna, quattro in quella di Reggio Emilia e quattro in quella di Modena.

I dati per provincia

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.073 (61 in più rispetto a ieri), Parma 707 (45 in più), Rimini 509 (84 in più), Modena 440 (73 in più), Reggio Emilia 241 (56 in più), Bologna 201, di cui del circondario imolese 90 (complessivamente 43 in più, di cui 18 a Imola e 25 a Bologna), Ravenna 114 (14 in più), Forlì-Cesena 103  (di cui a 52 Forlì, 8 in più rispetto a ieri, e  51 a Cesena, 17 in più rispetto a ieri),  Ferrara 44  (10 in più rispetto a ieri).  

Le guarigioni

Sul numero delle guarigioni, il commissario regionale per l'emergenza coronavirus, Sergio Venturi, torna a sollecitare le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna affinché siano più veloci nel comunicare i dati dei pazienti guariti.  

"Non ci accontentiamo degli 85 guariti di oggi. Dobbiamo poterlo dire alla popolazione e anche alle altre Regioni, che pensano di metterci in difficoltà perché da noi non guarisce nessuno. Anche il presidente Bonaccini ci tiene molto – spiega Venturi in diretta –, stiamo cercando di classificare le persone tra i guariti, cioè chi ha due tamponi negativi nell'arco di 24 ore, e i clinicamente guariti, cioè quelli che non hanno sintomi, ma non hanno ancora fatto il tampone perché hanno priorità molto bassa, visto che stanno bene e sono a casa".

L'appello di Venturi: "Rinunciate alla corsetta mattutina, basta cazzeggio"

"Se sarà necessario, vieteremo anche la corsetta e la passeggiatina quotidiana", lo dice senza indugio il commissario, invitando per l'ennessima volta la popolazione a rispettare le regole restando a casa. "Con 197 persone in terapia intensiva, 28 più di ieri, o invertiamo la tendenza o andiamo veramente a rischio. Abbiamo più che triplicato i posti letto di terapia intensiva ma tra ieri e oggi ne abbiamo consumati alcune decine, dopo, poi davvero staremo in casa tutti. Non mettiamo a repentaglio i posti letto semplicemente perché abbiamo voglia di fare la corsetta mattutina".

"Non è più il tempo delle passeggiate di cazzeggio – prosegue –, ci stiamo giocando il futuro di questo Paese. Se serve impediremo anche le passeggiate. Non lo volete fare perché pensate che non sia così grave – prosegue – perché non volete rinunciare alla vostra passeggiata o a trovarvi insieme, a fare un party con le birre. Allora pensate per un attimo alle persone che tutti i giorni, 24 ore su 24, lavorano in condizioni neanche del tutto sicure, che si prodigano per salvare vite e che a volte non ce la fanno. Rischiamo che il nostro servizio sanitario non riesca a far fronte alle esigenze delle prossime settimane, se non rimanete a casa vostra. E se non lo fate, qualcuno prenderà provvedimenti di carattere più coercitivo. Lo abbiamo giù fatto, ma vedo che ancora qualcuno fa finta di nulla".

Coronavirus Italia, dai contagi ai decessi: aggiornamento 16 marzo

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Posti letto aggiuntivi già allestiti

Passano dai 2.097 di ieri ai 2.262 di oggi i posti letto già allestiti, tra ordinari (1.916) e terapia intensiva (346), per i pazienti colpiti da coronavirus, grazie all’impegno messo in campo dalla rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale.

Nello specifico: 565 a Piacenza (di cui 40 per terapia intensiva), 572 a Parma (44 terapia intensiva), 328 a Reggio (48 terapia intensiva), 185 a Modena (49 terapia intensiva), 302 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (di cui 85 per terapia intensiva), 68 a Ferrara (21 di terapia intensiva), 242 in Romagna (in particolare: 124 Rimini di cui 22 per terapia intensiva; 46 Ravenna di cui 12 per terapia intensiva, 55 Forlì di cui otto di terapia intensiva, 17 Cesena tutti per terapia intensiva).

In particolare, si sono aggiunti ieri a Piacenza due ospedali Covid grazie all’accordo con le strutture private accreditate del territorio: la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto. E anche l’Ospedale di Comunità di Bobbio, sempre nel piacentino, è Covid hospital da ieri. A queste strutture si affiancano, come Covid hospital, Castel San Giovanni e Fiorenzuola, sempre nel piacentino. A Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense.

Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città (Arcispedale Santa Maria Nuova) come Ospedale Covid, oltre a Guastalla da oggi si aggiunge Scandiano. A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi (dove è già attiva per pazienti COVID la Terapia Intensiva), Mirandola e Sassuolo.

A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, verrà riattivato a breve un padiglione dedicato, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese. Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta. Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital gli ospedali di Lugo e di Riccione.

Punti triage

Si è aggiunta oggi una nuova tenda davanti all’ospedale di Piacenza che va a potenziarei 21 punti triage attivati finora in Emilia-Romagna dalla Protezione civile regionale davanti ai presidi sanitari per la sicurezza degli operatori impegnati a gestire l’emergenza Coronavirus.

Nel dettaglio: tre nella città metropolitana di Bologna (due nel capoluogo, davanti agli ospedali Sant’Orsola e Maggiore, e uno a Imola); tre in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); tre in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); tre in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); cinque in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena città, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori e dove ieri è stata allestita una ulteriore tenda con funzioni di magazzino); due in provincia di Ferrara (ad Argenta ed a Cento); uno in provincia di Forlì-Cesena (a Meldola davanti all’Irst Centro oncologico); uno nella Repubblica di San Marino.  

Volontariato

Ieri sono stati 104 i volontari operativi in Emilia-Romagna, per un totale di 1.445 dal 23 febbraio scorso.

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(aggiornato alle 19.23)

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