Rider morto in un incidente, i colleghi: "Noi lavoratori a rischio. Già la terza vittima”

Mario Ferrara, 51 anni, è morto in via del Lavoro a bordo del suo scooter mentre consegnava le pizze: originario di Ferrara, è diventato un simbolo delle condizioni di lavoro dei ciclofattorini. E i morti in Italia arrivano a tre

Mario di giorno lavorava per le Poste e la sera consegnava pizze: è morto a seguito di un incidente avvenuto domenica sera in via del Lavoro, a bordo del suo motorino, che si è scontrato con una volante della Polizia in corsa per prestare servizio a seguito di una segnalazione per furto o rapina in zona San Donato. Aveva 51 anni e anche lui era un "rider", la categoria di lavoratori che da tempo cerca di mettere in luce, oltre alla propria precarietà, anche le condizioni di insicurezza dettate dalle corse contro il tempo a cui obbliga il sistema del cottimo. 

«Brucia tanto quello che è successo a Mario e siamo vicini alla sua famiglia - dice Lorenzo, anche lui ciclofattorino e attivista del gruppo Riders Union Bologna - vorremmo mandargli dei fiori a Foggia, sua città d'origine, dove verrà allestita la camera ardente. I suoi genitori e i suoi parenti, così come i suoi amici, saranno distrutti dal dolore e quello che fa male è che è stata una tragedia annunciata. Ma noi, passato questo momento speriamo facciano ricorso». 

E questo lo hanno detto ad alta voce in Piazza del Nettuno, mentre si continua a indagare sulle dinamiche dell'incidente che come noto è avvenuto fra la sua moto e una macchina delle forze dell'ordine: «Noi pensiamo che le volanti della Polizia a volte percorrano le strade urbane a velocità folle e qui ci sarà da capire se davvero la sirena era spenta come si dice. Certo è che ha fatto un balzo di 30/40 metri...Una stupidaggine è invece la questione dei cassonetti dell'immondizia che avrebbero giocato un ruolo nell'incidente (secondo una nota della Lega ndr): lasciamo stare i plastici di Cogne di Bruno Vespa e concentriamoci sui diritti dei lavoratori» prosegue Lorenzo. 

La protesta dei riders: "Mario è morto di precarietà" (VIDEO)

I vostri genitori cosa vi dicono? Cosa pensano del fatto che facciate questo lavoro mentre succedono queste cose? «Intanto Mario non è stata la prima vittima in Italia. A dicembre a perdere la vita è stato un ragazzo di Bari e ad aprile un giovane di Pisa. Certo è che dei genitori si preoccupano sapendo che lavoriamo esponendoci ogni giorno a tanti rischi dovuti dal sistema del cottimo, che ci fa correre come dei matti infrangendo talvolta anche alcune regole del codice della strada. "Stai attento" mi dicono sempre ed è vero che il cottimo ci distrae aumentando i rischi di incidenti. I diritti per noi sono al momento degli accessori». 

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Popolo dei riders: 'Ecco in che condizioni lavoriamo'

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