Xm24, sgomberata l'ex caserma Sani

La struttura era sotto sequestro preventivo da alcune settimane. Il collettivo aveva trovato casa nell'area dismessa dopo la fumata nera nella trattativa con il comune

Il sequestro preventivo era stato disposto i primi di dicembre, dopo un'informativa della Digos, e questa mattina la polizia ha sgomberato la ex caserma Sani di via Ferrarese, occupata dal collettivo Xm24 il 15 novembre.

Alcuni attivitsti, circa una decina, questa mattina si sono asseragliati all'interno, mentre una altra trentina ha organizzato un presidio nel parco antistante l'ingresso in via Parri. Fuori dello spazio uno striscione campeggia con la scritta "Comune e Cdp: sgomberare per speculare". Il presidio si è poi spostato in via Ferrarese. Intanto un imponente schieramento di polizia e carabinieri è disposto a cintura attorno agli stabili oggetto dello sgombero.

"Pensano di sgomberarci dopo due mesi, siamo pronti a un'altra giornata di resistenza" si sente dire al microfono del presidio davanti allo stabile sotto sgombero. Il presidio intanto cresce di numero mano a mano che il passaparola si diffonde tra il movimento antagonista bolognese.

Intorno alle 8:30 poi anche gli ultimi militanti dei collettivi sono stati fatti scendere e scortati fuori dall'area. Ne è nato un corteo a sorpresa che si è incamminato su via Ferrarese. Più tardi in via Stalingrado è stato bloccato il traffico.

Dopo un giro in Bolognina, il corteo si è concluso in piazza dell'Unità, tra i fumogeni. Sciogliendo la manifestazione, gli attivisti hanno dato appuntamento per un "aggiornamento pubblico" alle 18 di oggi al mercato di Campi Aperti di via Fioravanti, cioè di fianco all'immobile da cui lo scorso agosto fu sgomberato l'Xm24: da lì "annunceremo i prossimi appuntamenti".

Sgombero Xm24 alla ex caserma Sani: irruzione della polizia all'alba | VIDEO

Sgombero Xm: attivisti chiedono trattativa per l'area

Un esponente del collettivo si è fermato a parlare con la stampa e chiede un incontro a Comune e Cassa depositi e prestiti. "Da poco qui è partito un progetto: non vogliamo una trattativa su di noi, vogliamo una trattativa su quest'area. Vuota da decine di anni, un immenso patrimonio pubblico che abbiamo aperto alla città. Fantastico, pieno di verde, inutilizzato. Abbiamo tante idee: dopo scuola, laoratori, attività artistiche. No nuovi hotel, no nuovi centri commerciali, ma risposte ai bisogni di tutti". E ancora: "Il Partito democratico si prenda la responsabilità di parlare di quest'area con tutta la città. Vogliamo una trattativa su quest'area".

Lo stesso collettivo era stato sgomberato il 6 agosto del 2019 dalla sede storica di via Fioravanti, una giornata lunga e "calda" da tutti i punti di vista, con gli attivisti sul tetto e l'utilizzo di una ruspa da parte delle forze dell'ordine. Con la mediazione di alcuni consiglieri comunali però era subito partita la "trattativa" con il Comune per l'assegnazione di una nuova sede.

Tra proteste e manifestazioni, a fine agosto era iniziata la demolizione della vecchia sede di via Fioravanti, intervento propedeutico al cantiere per la realizzazione di alloggi in cohousing. 

Si cerca un nuovo spazio 

Si arriva così a ottobre, quando gli attivisti rifiutano la proposta dell'amministrazione di un capannone privato alla "Noce": "In via Zanardi, dopo la Pescarola, a Noce, oltre l'autostrada. Siamo anche andati a vederlo per renderci conto" ma "scartare questa ipotesi non crediamo sia fare i fighetti- continuano gli attivisti- ma avere la lucidità di comprendere cosa ha reso vivo Xm24 in 17 anni, ovvero un insieme di laboratori, progetti e attività che hanno bisogno di un attraversamento quotidiano", in poche parole, troppo lontano. 

Occupazione ex caserma

Il 15 novembre scorso gli attivisti aprono un "nuovo spazio autogestito in città”, occupando la ex Caserma Sani di via Ferrarese di proprietà della Cassa Depositi e Presiti - CDP, riaprendo "un luogo chiuso ed abbandonato da decenni. Vogliamo poi ricordare - dichiararono gli attivisti - che non ci sarebbe stata nessuna questione XM24 se l’ex mercato – uno stabile che era ed è nella piena disponibilità del comune – non fosse stato sgomberato per volontà di questa amministrazione col pretesto del cohousing".

Sgombero Xm24 dalla Caserma Sani: ira a sinistra, mentre la destra plaude

In seguito CDP denunciò gli occupanti e a dicembre, dopo un'informativa della Digos, il Gip Domenico Panza aveva accolto la richiesta della Procura di Bologna, nella persona del procuratore capo Giuseppe Amato, disponendo il sequestro preventivo della ex Caserma, preannunciando in pratica lo sgombero. Nella ex area militare è pendente un progetto di riqualificazione, ricordato proprio ieri dal sindaco Virginio Merola.

La storia del centro sociale

Le radici del centro sociale vanno ricercate nel 2002, quando la rete di collettivi Contropiani, nata dall'eredità dei Social Forum si trasferisce nei locali di via Fioravanti 24, abbandonati dal 1994 ed ex sede del mercato otrofrutticolo, quello che oggi è il Caab, spostato fuori città.

A fare l'accordo con gli attivisti, paradossalmente fu il primo sindaco non di sinistra della storia di Bologna del dopoguerra, Giorgio Guazzaloca. Da lì i collettivi mettono radici, con i primi progetti. Nel 2007 tutta l'area vede il sorgere di un ambizioso progetto urbanistico: ma di lì a poco scoppia la crisi economica e diverse imprese edili falliscono, lasciando incompiuti tutt'oggi diversi lotti con palazzi in costruzione.

Nel 2013 arriva la prima convenzione che in qualche modo regolarizza la presenza di Xm24 in via Fioravanti, convenzione che però alla scadenza, nel 2017 non viene rinnovata. Inizia il braccio di ferro con il comune, che si trascina per due anni. Nel frattempo si susseguono diverse ipotesi di riutilizzo degli spazi dell'ex mercato, tra cui, poi cassato, quello di una caserme dell'Arma.

In tutti questi anni diversi comitati di residenti si sono lamentati per il rumore e il degrado che, secondo loro, la presenza dello spazio occupato portava nella zona, istanze subito fatte proprie dalle opposizioni, che hanno sempre chiesto lo sgombero.

Si arriva quindi alle battute finali: fumata nera per tutti gli incontri tra i collettivi di Xm24 e il Comune, che indice anche un bando per alcuni spazi, ritenuti troppo fuori città e troppo piccoli rispetto alle esigenze del centro sociale. AL posto del centro sociale dovrebbe nasce un cohousing, e per questo sono stati stanziati dall'amministrazione due milioni di euro. Quindi, all'alba del 6 agosto 2019, lo sgombero.

Resistenza allo sgombero, polizia schierata e lunga trattativa: il primo sgombero

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