Terremoto 8 giugno, ancora scosse: fino a 3.3.Sisma. Intanto si prepara la ripartenza

Epicentro più bersagliato continua ad essere la zona tra San Felice e Finale Emilia. Nella notte 9 repliche, ieri 37. Ok dal Colle: stilate misure per riapertura aziende. Stanziati 2 miliardi e mezzo per le popolazioni colpite

Diciannovesimo giorno dall'inizio del terremoto straordinario che ha colpito la nostra regione. Ennesima notte di scosse per la pianura emiliana quella appena trascorsa. Se ne sono registrate 9 (tra le 24 e le 8 del mattino), la più forte di magnitudine 2.9 - secondo i dati INGV - si è avuto alle 7.40 con epicentro nel modenese, tra San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Crevalcore. I luoghi tra i più provati di questo sisma.

Nella giornata di ieri - 7 giugno - la terra ha continuato a tremare. Lo ha fatto per 37 volte, la replica maggiore - magnitudo 3.3 - tra Poggio Rusco (MN), Medolla (MO) e San Felice (MO), alle ore 20.43.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri in visita sui luoghi del terremoto. Firmato il Patto di Sabilità, con gioia del Governatore della Regione, Vasco Errani, che ha comunicato: 'Ora siamo pronti a ripartire". E farlo "al più presto e con la massima sicurezza possibile", ha spronato napolitano. Il decreto relativo agli interventi urgenti per le popolazioni colpite dal sisma punta "a favorire la rapida ripresa delle attività produttive e delle normali condizioni di vita e di lavoro". Un obiettivo ribadito più volte nel documento firmato dal capo dello Stato.

Venti gli articoli del decreto, che estende lo stato di emergenza dal 21 luglio di quest'anno al 31 maggio 2013 e affida ai presidenti delle Regioni il coordinamento delle attività per la ricostruzione. Confermato lo stanziamento di 2 miliardi e mezzo di euro: 500 milioni saranno reperiti con l'aumento delle accise sui carburanti - come prevede l'articolo 2 - più un miliardo per il 2013 e un altro per il 2014 da recuperare con la spending review. Alla ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e degli immobili a uso non abitativo è dedicato il "famoso articolo 3", come lo definisce lo stesso Napolitano. Dispone che il titolare dell'attività produttiva debba "acquisire la certificazione di agibilità sismica" e depositarla "al Comune territorialmente competente". Il termine per presentare l'istanza di autorizzazione sismica è di 60 giorni dall'inizio dei lavori di ripristino. Sono tre in particolare i punti ai quali è subordinata l'abilitazione temporanea. Il certificato di agibilità sismica, stabilisce il comma 8 dell'articolo 3, non può essere rilasciato in caso di "mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi; presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali; presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possono, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso". Fare presto, dunque, ma senza trascurare la sicurezza, la cui verifica - ai sensi delle norme vigenti - dovrà essere effettuata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. E dovrà essere pari "almeno al 60%" di quella richiesta a un edificio nuovo. Una percentuale da raggiungere, qualora siano necessari interventi di miglioramento sismico, entro ulteriori 18 mesi. Perché come siamo riusciti nel "miracolo" di "rialzare" la basilica di S.Francesco d'Assisi, qui rialzeremo "le vostre fabbriche, le vostre case, le vostre attività", promette Napolitano. Ed ecco allora che il decreto prevede anche il rinvio a settembre dei versamenti fiscali, la proroga di mutui e finanziamenti, la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti di tributi e previdenziali e degli sfratti. Oltre ai contributi, a fondo perduto, per la messa in funzione dei servizi pubblici, in particolare le scuole, e per gli interventi su beni artistici e culturali.

AGGIORNAMENTI SISMA

NUMERI RACCAPRICCIANTI. Le scosse continue (638 dal 29 maggio a stamattina, sette oltre magnitudo 5) costringono a ripetere i censimenti per verificare i danni in un'area con quasi un milione di abitanti, dove lavorano 343.000 persone in 77.000 imprese e dove studiano 50.000 ragazzi (quasi 270 le scuole lesionate). I comuni interessati dal sisma sono 54. Dalla prima scossa del 20 maggio sono state compiute già 19.890 'verifiche speditive' sugli edifici colpiti: entro una settimana - annuncia in Aula l'assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo - si prevede di terminare le restanti 13.976 prime verifiche, anche se il secondo terremoto ha reso indispensabile ripeterne molte già fatte dopo il primo sisma. Il ritmo è stato di 1.500 al giorno e aumenterà, grazie ai Vigili del fuoco (fino a ieri 1.150 e da oggi 100 in più), ai tecnici regionali e delle Università, in crescita anche loro. Così come aumenta il lavoro dei 1.500 volontari di Protezione civile, più altri contributi (Vigili del fuoco, Enti locali, Forze armate e dell'ordine): sono oltre 4.500 le persone impegnate. Difficile calcolare tutti gli sfollati, con tanti centri storici evacuati, chiusi in 'zona rossa', ma la Protezione civile ha posto per 15.754 persone e ora ne assiste 12.180: oltre novemila in 35 campi, quasi tremila in scuole o palestre, il resto in albergo (diecimila posti usati in parte).

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COME COMPORTARSI. Semplice regole comportamentali e accorgimenti da seguire, a volte possono anche salvare la vita durante eventi sismici di particolare rilevanza. La Protezione civile stila un decalogo su cosa fare e non fare prima, dopo, durante le scosse di terremoto. E allerta: "La maggioranza delle persone pensa che le vittime di un terremoto siano provocate dal crollo degli edifici. In realtà, molte delle vittime sono ferite da oggetti che si rompono o cadono su di loro, come televisori, quadri, specchi, controsoffitti."

SCIACALLI. Ai disastri della natura, come se non bastasse, in queste ore si aggiunge la mano dell'uomo ad aggravare la situazione: nelle zone terremotate si fa stringente l'allarme sciacalli e mitomani, che spacciandosi per uomini della Protezioni civile allertano su imminenti scosse per far evacuare edifici. Una vera e propria psicosi collettiva è scaturita dall'annuncio - infondato - dell'arrivo imminente di un 'Big one', un sisma distruttivo. Ma i sismologi continuano a ribadire: 'Impossibile prevedere con precisioni quello che accadrà. Fin quando ci saranno scosse e di che entità si presenteranno'. Quindi allertano di diffidare di chi fa ipotesi certe, anche se possono pronosticare che in zona dovremmo aspettarci nuovi tremolii per 'le prossime settimane, forse mesi'.









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