I 10 eventi da non perdere questo weekend a Bologna

Un frizzante fine settimana da vivere dentro e fuori dalle mura cittadini seguendo un calendario fatto di escursioni all'aria aperta, mostre d'arte, il ritorno del mercato più importante e frequentato di Bologna, visite a palazzi storici ed eventi ad accesso gratuito

Un frizzante fine settimana da vivere dentro e fuori dalle mura cittadini seguendo un calendario fatto di escursioni all'aria aperta, mostre d'arte, il ritorno del mercato più importante e frequentato di Bologna, visite a palazzi storici ed eventi ad accesso gratuito. Una ripresa della normalità in totale sicurezza grazie alle regole di contingentamento e distanziamento. Per il resto, i bar e i ristoranti cittadini hanno fatto riacquistare vivacità a vicoli e strade con i loro dehors. Da segnalare che dal 5 al 15 giugno va in scena (incontri e film online ad accesso gratuito) il Biografilm Festival

Ecco i 10 eventi da non perdere: 

1. Piazzola, torna il mercato di Piazza VIII Agosto

Venerdì 5 e sabato 6 giugno torna finalmente la Piazzola, il mercato più grande di Bologna: Piazza VIII Agosto, via Irnerio e l'area dello Sferisterio verranno di nuovo invasi dai colori e dall'allegria dello shopping da bancarella: dal vintage allo stockaggio, dall'abbigliamento all'artigianato, tutto quello che ci è tanto mancato in questa quarantena. 

2. Raffaello nella grafica del XVI secolo e Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo

La fortuna visiva di Raffaello nella grafica del XVI secolo | Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo: riaprono in Pinacoteca le due mostre allestite nell’ambito del progetto “Un dialogo tra le arti a Bologna nel segno di Raffaello”
Riaperte le sale espositive della Pinacoteca Nazionale di Bologna dove sono allestite le due mostre dedicate al protagonista indiscusso del Rinascimento – “La fortuna visiva di Raffaello nella grafica del XVI secolo. Da Marcantonio Raimondi a Giulio Bonasone” e “Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo” - rientranti nel progetto “Un dialogo tra le arti a Bologna nel segno di Raffaello” promosse dal Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello.

La prima mostra “La fortuna visiva di Raffaello nella grafica del XVI secolo. Da Marcantonio Raimondi a Giulio Bonasone” a cura di Elena Rossoni è un modo per entrare nel vivo del rapporto di Raffaello Sanzio con la produzione incisoria, attraverso gli artisti che con lui lavorarono o che furono tra i primi protagonisti della diffusione delle sue idee dopo la sua morte. La seconda mostra dal titolo “Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo”, a cura di Alessandra Giannotti e Marcello Calogero, è dedicata allo scultore Alfonso Lombardi, artista che, formatosi nel solco della tradizione scultorea padana, fu in grado di aggiornare in senso raffaellesco il proprio stile ancor prima di recarsi a Roma nel 1533. Furono determinanti lo studio dei disegni e delle incisioni tratte da opere del maestro e i contatti con pittori che all’urbinate avevano guardato.

Nei suoi soli 37 anni di vita Raffaello è riuscito a lasciare un'impronta indelebile sull'intera arte occidentale, creando modelli fondativi, recepiti ed elaborati per secoli. A promuovere una capillare diffusione del suo stile fu lo stesso Raffaello, quando decise di affidare i propri disegni ad incisori, contribuendo così ad amplificare la propria fama. Del resto l’Emilia, con i suoi vivaci centri di Bologna, Ferrara, Modena e Piacenza, già prima del 1520, era stata segnata da uno speciale quanto precoce interesse per Raffaello: lo dimostra in particolare Bologna, dove era ben visibile nella chiesa di San Giovanni in Monte l'Estasi di Santa Cecilia del Sanzio oggi conservata presso la Pinacoteca Nazionale.

L'accesso sarà contingentato. I visitatori, una volta effettuato l’accesso, saranno accolti da personale consapevole delle nuove regole di accesso che verranno illustrate prima dell’entrata e negli spazi dell’istituto con cartellonistica dedicata. Tutti i visitatori per essere ammessi dovranno presentarsi dotati di mascherina e troveranno all’interno del sito distributori di gel disinfettante per mani. Gli utenti fruiranno di entrate/uscite differenziate e di percorsi unidirezionali di visita. Nelle sale espositive sarà fatta rispettare la distanza minima di oltre un metro e l'afflusso sarà regolamentato. Visite guidate e iniziative di didattica non saranno possibili stante la normativa in vigore.

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3. La nuova mostra al Davia Bargellini: "Il Camino dei Fenicotteri

La brillante stagione dell’Æmilia Ars torna a risplendere grazie al progetto espositivo Il Camino dei Fenicotteri. I disegni dei Casanova dall’Æmilia Ars alla Rocchetta Mattei a cura di Paolo Cova, Mark Gregory D'Apuzzo e Ilaria Negretti.  La mostra dossier avrebbe dovuto inaugurarsi al Museo Davia Bargellini di Bologna lo scorso 14 marzo per proseguire fino al 10 maggio 2020 tuttavia, a causa delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica COVID-19 che hanno disposto la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura su tutto il territorio nazionale, a pochi giorni dall’inaugurazione si è imposta la necessità di valutarne la riprogrammazione.
Ecco quindi che la mostra si rende finalmente visibile a partire dal 22 maggio, giorno di graduale riapertura del museo, e fino al 6 settembre 2020, accogliendo i visitatori con le misure organizzative predisposte per consentire di svolgere le visite in sicurezza e garantire la tutela del personale coinvolto in mansioni di front-office.  L'iniziativa espositiva si configura come la prima di una serie di attività dedicate alla celebrazione del primo centenario del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, fondato il 30 maggio 1920 dal Soprintendente delle Belle Arti Francesco Malaguzzi Valeri per raccogliere le testimonianze dell’artigianato bolognese sull'esempio dei musei di arte applicata e industria sorti in Europa durante il XIX secolo.

Raccolta nelle dimensioni quanto preziosa per la raffinata qualità esecutiva di ogni singolo pezzo esposto, la mostra è stata concepita in un’ottica di tutela e valorizzazione congiunta dei patrimoni appartenenti all’Istituzione Bologna Musei e alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, nei quali si trova depositata la memoria di quella straordinaria impresa culturale e industriale irradiatasi dalla città felsinea. In particolare, l’iniziativa si propone di stimolare una riconsiderazione critica e un aggiornamento degli studi evidenziando il ruolo primario che il disegno di progetto svolse come linguaggio in cui si andavano a sovrapporre organicamente tutti i momenti del processo di definizione dell’idea, unendo una moderna funzionalità a un raffinatissimo decoro, in stretto collegamento con celebri botteghe artigiane locali responsabili della dimensione operativa.

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