Appennino: gli educatori incontrano i ragazzi sulle 'strade virtuali'

Gli educatori di Officine di strada e Occhio a Bacco terranno compagnia ai ragazzi con le dirette attraverso un profilo Instagram

Tra le tante iniziative che, inevitabilmente, l’emergenza legata alle misure di contenimento della pandemia di Covid-19 ha frenato, ci sono quelle degli educatori di Open Group rivolte agli adolescenti e messe in atto grazie ai finanziamenti del Distretto Socio-sanitario dell’Appennino bolognese.

Gli educatori di “Officine di strada” e “Occhio a Bacco” dell'Appenino Bolognese  ogni venerdì terranno compagnia ai ragazzi con le dirette dal profilo Instagram Officine di strada. Saranno coinvolti ospiti diversi del territorio, parlando e affrontando diverse temi: nel primo appuntamento la musica sarà la protagonista con un contest rap. Sarà possibile poi per i ragazzi che parteciperanno commentare, proporre musica e temi per i prossimi appuntamenti.

"Occhio a bacco" è un progetto volto alla riduzione del rischio nell’ambito del divertimento notturno, che si propone di promuovere il benessere psico-fisico dei giovani. I luoghi del divertimento notturno possono infatti presentare diversi fattori di rischio (consumo di alcol e sostanze psicoattive, rapporti sessuali non protetti o non consenzienti, guida pericolosa): ecco allora che gli educatori si rivolgono in particolare agli adolescenti per aiutarli a migliorare i propri stili di vita e accrescere la consapevolezza in merito ai comportamenti a rischio. Gli strumenti di attuazione sono corsi di formazione, ma anche banchetti, serate, concerti, eventi che offrano divertimento sicuro. Non solo: gli educatori possono indirizzare i ragazzi che abbiano già intrapreso comportamenti rischiosi verso interlocutori specializzati come quelli dei consultori o del SerDp.

"Officine di strada" invece è progetto per sostenere i giovani del territorio, creare connessioni tra i gruppi e i rappresentanti delle rete informale e istituzionale. L'educatore di strada organizza tornei giornalieri di calcio, beach volley, ping pong e biliardino, invitando per esempio quei ragazzi che utilizzano la biblioteca più come momento aggregativo che di studio ad attività nate con questo scopo. Un luogo importante per ospitare queste attività è il Centro Giovanile di Marzabotto dove si sono tenuti nel 2019 laboratori all'educazione all'uso dei media, serate di festa, laboratori di web radio.

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"In queste giornate difficili abbiamo pensato molto alle categorie più deboli come gli anziani, gli immunodepressi, i disabili, le persone che hanno perso il lavoro - spiega il presidente del Distretto dell’Appennino bolognese Alessandro Santoni commenta - Ma anche per un ragazzo adolescente stare chiuso in casa per mesi non deve essere stato facile: sono contento di questa idea che consente di rimettere in contatto gruppi di giovanissimi che per tanto tempo non hanno avuto occasioni di incontro".

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