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Regionali, la commissione antimafia dichiara impresentabile capolista a Ferrara

M5S sferza: "Vicenda vergognosa". Fdi si difende: "Danneggiati per favorire altri"

Sono un candidato della lista 'Giorgia Meloni-Fdi' in Emilia Romagna e due candidati della lista 'Fi Berlusconi per Santelli' in Calabria i candidati ritenuti 'non conformi' dai controlli effettuati dalla Commissione parlamentare Antimafia riguardo alle liste elettorali alle regionali. Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, ha ricordato che la "verifica sulla formazione delle liste" ha riguardato "carichi pendenti o sentenze" previsti dal codice di autoregolamentazione e dalla legge Severino.

Morra ha spiegato che nessun candidato è risultato "'non conforme' alla disciplina del codice di autoregolamentazione in quanto rinviato giudizio e con fase dibattimentale in corso". Riguardo ai "candidati che hanno riportato sentenza di condanna in primo grado per uno dei delitti previsti dalla legge Severino e per i quali, qualora eletti, potrebbe discendere la sospensione di diritto dalla carica perché ineleggibili", ha spiegato Morra, è risultato in Emilia Romagna "Mauro Malaguti, della lista Giorgia Meloni Fdi, condannato dal tribunale di Bologna alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per peculato avente ad oggetto importi di denaro fino alla concorrenza di 1042,96 centesimi, riconosciute le attenuanti generiche e operata la diminuente del rito abbreviato".

Fioccano le reazioni politiche. Il Movimento 5 stelle sferza."La vicenda di Mauro Malaguti, impresentabile di Fratelli d'Italia a Ferrara, è vergognosa. La sua condanna per peculato doveva necessariamente essere determinante per la sua non candidatura, e invece ce lo ritroviamo addirittura come capolista".

Fratelli D'italia si difende, con Galeazzo Bignami deputato e commissario regionale dichiara: "In merito all'appellativo di impresentabile attribuito a Mauro Malaguti, affermiamo senza alcun dubbio la correttezza della nostra scelta di candidarlo. Il Giudice che ha condannato in primo grado Malaguti, già nostro consigliere regionale, per una somma di 1.042 euro è lo stesso che ha ritenuto di accogliere in tempi record la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bologna in favore di Stefano Bonaccini a cui pure venivano contestate somme di importi assai maggiori. Entrambi hanno dovuto restituire somme spese in modo ritenuto indebito ma uno ha subito una condanna e all'altro, per cifre peraltro superiori, è stato addirittura evitato il processo. Bonaccini restituendo parte di quanto gli veniva contestato dalla Corte dei Conti ha evidentemente ammesso di non aver agito nel modo corretto. Un pezzo della magistratura in Emilia Romagna, per fortuna piccolo, utilizza a nostro avviso, due pesi e due misure su analoghe vicende. Il Partito Democratico ha candidato Bonaccini presidente nonostante i fatti fossero oggettivamente assimilabili a quelli di Malaguti così noi non abbiamo discriminato un cittadino penalizzato in sede giudiziaria".

"Invitiamo la Commissione Antimafia -conclude Bignami- ad andare ad acquisire il decreto di archiviazione su Bonaccini e magari diffonderlo per far comprendere e giudicare alla gente se vi sia faziosità nei comportamenti posti in essere a sfavore di Malaguti per danneggiare un'area politica o a favore di Bonaccini per avvantaggiarne un'altra".

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