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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Bonaccini: “Voglio aiutare Schlein, ma ho le mie idee. Meloni fascista? Lei no…”

Il governatore in un’intervista pubblica a Viareggio: “Ok ad alleanze, ma mi preoccupa guardare solo ai 5 Stelle”

Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è stato intervistato lunedì sera a Viareggio nell’ambito della rassegna “Incontri al Principe”, evento organizzato al Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio. Il governatore ha risposto ad alcune domande sul panorama politico e sul futuro del Partito Democratico. “Non considero Meloni una fascista e non vedo il rischio di un ritorno del fascismo. Certo, attorno a lei c'è qualche figura che qualche problema di regolamento di conti con la propria storia ce l'ha. In quale paese può esserci la seconda carica dello Stato che va orgoglioso di avere in casa i trofei di Mussolini e fascisti?” ha detto Bonaccini intervistato da Stefano Zurlo.

Sui migranti, il governatore ha detto che esiste “il rischio che nelle città arrivino le tendopoli. Servono dei piani per trovare strutture dove far accogliere" gli immigrati e "non è un problema di colore politico, ma nelle città, specie del nord, sta arrivando ogni settimana un numero sempre più alto di migranti. E se non c'è pianificazione, c'è rischio che esploda un po' di rabbia sociale. Penso che vada fatta una conferenza delle Regioni, così rischiamo una stagione problematica”.

E sul futuro del PD: “Voglio dare una mano a Elly, mettere in discussione una segretaria appena eletta comunque con oltre un milione di elettori sarebbe come segare il ramo su cui siamo tutti seduti, dopodiché ci sto con le mie idee. A me non preoccupa che noi proviamo ad avere un'alleanza - scrive l'agenzia Dire - se troviamo un accordo sul programma, anche con i 5 Stelle, ma mi preoccupa se guardassimo solo verso i 5 Stelle. Sarebbe un problema perché in questo paese c'è una parte di persone che non si definiranno mai di sinistra ma di votare una destra come questa non è detto che li troviamo. Ma se li fai sentire fuori da casa loro, se gli parli del Pd o di centrosinistra, o stanno a casa o si buttano dall'altra parte”. Sul suo futuro all’interno dei dem non lascia spazio a fraintendimenti: “Per farmi andar via dal Pd mi devono tirar le cannonate, piuttosto mi ritiro dalla politica. E mi auguro che Matteo Renzi a destra non vada mai: mi auguro che non ci voglia andare, altrimenti lo dica, ha il diritto di farlo e ne prendiamo atto".

Si passa poi all’attualità. Sul caso Vannacci, Bonaccini dà ragione al ministro Crosetto: “Dire a uno che non può assumere un incarico istituzionale di un certo tipo e di grande rilievo nel momento in cui dice che esistono le razze e che i gay non sono persone normali, perdonatemi ma ha fatto bene il ministro Crosetto. Non voglio metterlo al rogo, ma proprio perché quasi 80 anni fa c'è chi ha dato la vita per cacciare un regime assassino ora - insiste Bonaccini - può esserci un Vannacci che può dire queste bestialità senza che nessuno pensi di metterlo né al rogo né in galera".

Infine, un passaggio obbligatorio sull’alluvione: “I rapporti con Figliuolo sono ottimali, peraltro c'è un rapporto di lunga data, da quando gestiva il piano vaccinale e lo ha gestito molto bene e io ero presidente della conferenza delle regioni. Col Governo abbiamo tutto l'interesse a collaborare e ad andare d'accordo nell'interesse soprattutto di chi ha perso tutto o quasi. Nove miliardi di danni, ci sono circa la metà delle risorse e già questo è un primo problema ma, soprattutto in questo momento, non ci sono le risorse per rimborsare, come il Governo ha promesso, il 100% dei danni a cittadini e imprese. "Mi auguro - conclude Bonaccini - che ci possa essere al più presto una riflessione su questo e che il governo voglia mantenere le promesse ai cittadini della mia regione, anche perché ogni euro dato in Emilia-Romagna tornerà indietro con gli interessi nelle casse dello Stato".

Foto LaPresse

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