Ottavia Piccolo a Crevalcore con il suo "Enigma"

Venerdì 3 marzo 2017 (ore 21.00 - Auditorium Polivalente di Via Caduti di Via Fani 300), prosegue la stagione TTTXTE a Crevalcore (Bologna) che vede protagonisti i grandi interpreti del teatro d’autore.

Sul palco di Crevalcore Ottavia Piccolo è la protagonista di Enigma insieme a Silvano Piccardi che ne cura anche la regia. Enigma, scritto da Stefano Massini, la cui chiave di lettura sta proprio nel suo sottotitolo niente significa mai una cosa sola, dove ogni elemento reale, ogni dato di conoscenza si rivela poi ‘altro’ da ciò che pareva essere.

 In scena, una vicenda personale e collettiva che si svolge sullo sfondo della caduta del muro di Berlino vent’anni dopo il 9 novembre 1989. In che modo le due Germanie hanno fatto i conti con l'abbattimento del muro che separava l'est dall'ovest? "Grande" e"piccola" Storia si intrecciano nel testo di Stefano Massini.
 
«Ci sono più motivi che mi hanno reso felice di aver allestito questo spettacolo» - dichiara Ottavia Piccolo - «Uno di questi è che avendo già sperimentato delle letture del testo di Massini, che non era stato possibile mettere compiutamente in scena, è per me adesso una gioia poterlo presentare al pubblico. E infine, tornare a lavorare con Silvano Piccardi è un grande piacere. E’ la quinta produzione che condividiamo assieme e della quale firma la regia».
 
«Una certezza – spiega Silvano Piccardi nelle note di regia - il testo ce la fornisce: ci troviamo a Berlino circa vent'anni dopo quel fatidico 9 novembre 1989, in cui il Governo della Repubblica Democratica Tedesca (Germania est), decretò la soppressione del divieto, per i suoi cittadini, di passare liberamente dall'altra parte del “muro” che fino ad allora aveva diviso in due la città, il paese e il mondo intero».
 
Ed ecco che, caduto il muro, vite, esperienze, certezze, lutti e speranze, si frantumano, si incontrano, si mischiano... È a un segmento di tutto ciò che siamo chiamati ad assistere.
 
«Un'altra certezza – aggiunge Piccardi - sta nel luogo in cui si svolge l'azione scenica: “un grande spazio unico comprensivo di cucina, letto, divano, tavolo e quant’altro può definire un posto “casa”. E in cui “cumuli di riviste e libri si ammassano un po’ dappertutto nell’incuria generale”».
 
Qui – si legge nelle note di regia - hanno fine le certezze. Non perché quanto accade tra i due personaggi (Hilder, il padrone di casa e Ingrid, la donna cui presta soccorso) abbia in sé alcunché di apparentemente bizzarro o funambolico, ma perché ogni elemento reale, ogni dato di conoscenza, che da un quadro a quello successivo si concretizza in scena, si rivela poi “altro” da ciò che pareva essere.
 
Decifrare di volta in volta il senso della vicenda, sia personale che collettiva, che lega i due personaggi, che svela i loro caratteri e la natura complessa della loro relazione, è il compito a cui l'autore chiama i personaggi stessi ma, attraverso la suspense del gioco teatrale, anche e soprattutto il pubblico.
 
Purché sia chiaro, che la posta in gioco non è solo la possibilità/capacità di sbrogliare i tanti piccoli enigmi delle due vite che si intrecciano, si scontrano e si confrontano sul palcoscenico, ma quello di penetrare il più grande degli enigmi: quello della Storia stessa.
 
Il titolo della stagione di prosa 2016/2017 di Crevalcore, nell’ambito di TTTXTE, è Paradossi - racconta il direttore artistico Alex Carpani. Paradossi voluti, cercati e paradossi involontari, conseguenza di scelte azzardate o azioni incomprensibili. Questa è la vita, questo è il genere umano, questo è il teatro fatto dagli uomini per altri uomini. I Paradossi sono la nostra croce e delizia, un compagno di strada implacabile e inseparabile, che non ci abbandona mai e che non smette di ricordarci in ogni momento chi siamo e chi non siamo, cosa siamo diventati e cosa avremmo potuto essere. Un tormento insomma, ma anche un ingrediente indispensabile quando vogliamo giocare con la vita, riplasmandola e rimodellandola per inventarci altre vite, le vite degli altri o le vite vissute e rivissute tante volte nei decenni e nei secoli, come nel caso del Teatro e dei suoi personaggi. Senza i Paradossi saremmo condannati a vivere una vita sola, la nostra. Una cosa intollerabile. Con troppi paradossi (involontari), però, la nostra vita potrebbe diventare un po' complicata da vivere. Ci vuole moderazione, quindi, paradossalmente...
Il Teatro di Crevalcore quest’anno prevede per chi arriva da più di 20 km riduzioni dal 20% al 30%  in proporzione alla distanza percorsa.
 

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