Polittico Griffoni, prorogata la mostra “La Riscoperta di un Capolavoro” a Palazzo Fava

“La Riscoperta di un Capolavoro”, la grande mostra che riporta a Bologna, a 500 anni dalla sua realizzazione e a 300 dalla sua dispersione, le tavole del Polittico Griffoni dei ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, che proprio a Bologna, con la maestosa pala d’altare realizzata tra il 1470 e il 1472 per l’omonima cappella nella Basilica di San Petronio, diedero avvio al loro straordinario sodalizio artistico.

Avrebbe dovuto chiudere i battenti il 10 gennaio la mostra “La riscoperta di un Capolavoro” con la ricomposizione del Polittico Griffoni di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, capolavoro rinascimentale perduto e riportato a Bologna, a Palazzo Fava, a 300 anni dal suo smembramento. Ma, con un ulteriore atto di coraggio e ostinazione, Genus Bononiae. Musei nella Città annuncia che le sedici tavole non ripartiranno alla volta dei 9 musei proprietari, poiché hanno concesso un’ulteriore proroga ai prestiti, rinnovati fino al 15 febbraio prossimo.

Si attende dunque di conoscere a livello nazionale le sorti della riapertura dei musei – per i quali è nell’aria una possibile ripresa delle attività per il 16 gennaio – e, a livello regionale, di capire in quale fascia di rischio verrà valutata la Regione Emilia-Romagna.

Le due sezioni della mostra

La mostra si compone di due sezioni: il Piano Nobile di Palazzo Fava ospiterà “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna”, con l'esposizione delle tavole originali ad oggi superstiti provenienti dai 9 Musei internazionali prestatori, assieme alla ricostruzione del Polittico, una vera e propria rimaterializzione della pala d’altare così come dovette apparire ai bolognesi di fine Quattrocento. Si tratta di una perfetta riproduzione dell’originale realizzata da Factum Foundation di Adam Lowe, che dai primi anni Duemila si occupa di documentare, monitorare e ricreare il patrimonio culturale mondiale attraverso lo sviluppo di tecniche di registrazione ad alta risoluzione e ricostruzione in 3D.

Il secondo piano pertanto ospiterà “La Materialità dell’Aura: Nuove Tecnologie per la Tutela” a cura di Adam Lowe, Guendalina Damone e del team della Fondazione, sezione nella quale verrà mostrato, attraverso video, immagini e dimostrazioni con gli strumenti di scannerizzazione 3D progettati dalla stessa fondazione, l’operato di Factum e l’importanza delle tecnologie digitali nella tutela, registrazione e condivisione del patrimonio culturale, proprio a partire dal lavoro svolto sulle tavole originali del Polittico.

Un viaggio di ritorno travagliato, che ai tre secoli di attesa ha sommato altro tempo, se possibile ancor più interminabile nella sua incertezza: ma finalmente il capolavoro ritrovato è pronto a rivelarsi. Apre al pubblico dal pomeriggio di lunedì 18 maggio a Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni di Bologna “La Riscoperta di un Capolavoro”, la grande mostra che riporta a Bologna, a 500 anni dalla sua realizzazione e a 300 dalla sua dispersione, le tavole del Polittico Griffoni dei ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, che proprio a Bologna, con la maestosa pala d’altare realizzata tra il 1470 e il 1472 per l’omonima cappella nella Basilica di San Petronio, diedero avvio al loro straordinario sodalizio artistico.

Un lavoro di oltre 2 anni e il coinvolgimento di 9 musei internazionali 

Un lavoro di oltre due anni ed il coinvolgimento di 9 Musei internazionali proprietari delle singole tavole, la metà dei quali ubicati fuori dai confini nazionali - National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi, National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, Collezione Vittorio Cini di Venezia – danno vita oggi a quello che è un evento eccezionale per la storia dell’arte, che ha il merito, tra le altre cose, di ridefinire la centralità della città di Bologna nel panorama Rinascimentale italiano. La mostra, voluta fortemente da Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella città e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, gode del sostegno e dei Patrocini, tra gli altri, della Basilica di San Petronio, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, del Polo Museale e della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. Main sponsor sono Rekeep e Intesa Sanpaolo.
 
“Esprimo grande compiacimento per questa mostra di altissimo valore culturale – aggiunge il Presidente della Fondazione Carisbo, Carlo Monti – Un progetto che non solo riporta a Bologna dopo trecento anni un grande capolavoro, ma restituisce a Bologna la giusta centralità nel panorama dell’arte rinascimentale italiana”.
 
Già nelle settimane passate sono state studiate tutte le misure di sicurezza richieste per l’accesso in sicurezza dei visitatori, come disposto dalle normative di contenimento del contagio, e stilato un protocollo che prevede, tra le altre cose, l’ampliamento dell’orario di apertura, il contingentamento degli ingressi, l’obbligatorietà della prenotazione (on line, telefonica o via mail) e dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

La mostra si compone di due sezioni: il Piano Nobile di Palazzo Fava ospiterà “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna” a cura di Mauro Natale in collaborazione con Cecilia Cavalca: le tavole originali ad oggi superstiti provenienti dai Musei prestatori saranno visibili assieme alla ricostruzione del Polittico, una vera e propria rimaterializzione della pala d’altare così come dovette apparire ai bolognesi di fine Quattrocento. Si tratta di una perfetta riproduzione dell’originale realizzata da Factum Foundation di Adam Lowe. Dai primi anni Duemila Factum Foundation si occupa di documentare, monitorare e ricreare il patrimonio culturale mondiale attraverso lo sviluppo di tecniche di registrazione ad alta risoluzione e ricostruzione in 3D.
 
Il secondo piano pertanto ospiterà “La Materialità dell’Aura: Nuove Tecnologie per la Tutela” a cura di Adam Lowe, Guendalina Damone e del team della Fondazione, sezione nella quale verrà mostrato, attraverso video, immagini e dimostrazioni con gli strumenti di scannerizzazione 3D progettati dalla stessa fondazione, l’operato di Factum e l’importanza che assumono le tecnologie digitali nella tutela, registrazione e condivisione del patrimonio culturale, proprio a partire dal lavoro svolto sulle tavole originali del Polittico.
 
Due anche i cataloghi di mostra, entrambi editi da Silvana Editoriale: “Il Polittico Griffoni. La riscoperta di un capolavoro” a cura di Mauro Natale e Cecilia Cavalca e “The Aura in the Age of Digital Materiality. Rethinking
preservation in the shadow of an uncertain future”, raccolta di saggi incentrata su una varietà di temi che vanno dall’applicazione delle nuove tecnologie alla conservazione più tradizionale del patrimonio culturale.
 
La straordinaria avventura del Polittico Griffoni è diventata anche un documentario, La Riscoperta di un capolavoro – Il Polittico Griffoni, una produzione 3D Produzioni in esclusiva per Sky Arte. Girato nelle settimane precedenti il lockdown e andato in onda su Sky Arte lo scorso 30 aprile, è il racconto per immagini di un’opera immensa dispersa per il mondo, delle persone e vicende che ne hanno segnato il destino e del suo ritorno a casa, accompagnato da approfondimenti storico artistici, da interviste a curatori e studiosi: il documentario sarà visibile on demand su Sky a partire da lunedì 1° giugno.

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